Domani, secondo gli accordi sottoscritti dal solo sindacato Cisl, una parte dei sessantacinque dipendenti che hanno accettato l’incentivo all’esodo per lasciare l’ex Auchan avrebbero dovuto abbandonare il loro posto di lavoro. Ma al momento non è possibile dar corso all’uscita per effetto del decreto del Presidente del Consiglio emesso per fronteggiare le emergenze effetto della pandemia da Covid, che, bloccando la Naspi, di fatto ha bloccato ogni forma di licenziamento. "Se da una parte questo...

Domani, secondo gli accordi sottoscritti dal solo sindacato Cisl, una parte dei sessantacinque dipendenti che hanno accettato l’incentivo all’esodo per lasciare l’ex Auchan avrebbero dovuto abbandonare il loro posto di lavoro. Ma al momento non è possibile dar corso all’uscita per effetto del decreto del Presidente del Consiglio emesso per fronteggiare le emergenze effetto della pandemia da Covid, che, bloccando la Naspi, di fatto ha bloccato ogni forma di licenziamento. "Se da una parte questo decreto è positivo perché impedisce alle aziende di licenziare senza alcun reale motivo, dall’altra mette in difficoltà quelle situazioni come la vicenda ex Auchan dove queste uscite sono state già da tempo concordate tra lavoratori e azienda - afferma Francesco Pogliani della Fisascat Cisl -. Siamo in attesa di un nuovo decreto che possa prevedere anche queste situazioni. È certo comunque che le uscite possibili dal primo di luglio dovranno slittare di qualche mese, probabilmente dopo il 17 agosto".

"Per quanto riguarda il supermercato ex Auchan di Rescaldina per ora non sappiano altro – afferma il sindacalista -. Non ci è ancora stato detto quanti sono gli esuberi al saldo delle persone che decideranno di accettare l’ipotesi della buonuscita. Sappiamo solo che il supermercato sarà uno dei 58 nuovi punti vendita a marchio Conad (che nei fatti è una cooperativa di dettaglianti), ma ancora neanche conosciamo chi è l’operatore di riferimento. Ci hanno detto che ce ne sono tre o quattro che stanno ancora valutando la situazione".

Nel frattempo è stato chiuso tutto il secondo piano dell’ex Auchan che era destinato alla vendita, dove dovranno entrare catene del settore tessile. Tutti i lavoratori e le merci in vendita sono oggi accorparti al primo piano, il solo che rimarrà in uso al supermercato. L’ex Auchan di Nerviano, dove sono occupati 180 lavoratori, è ormai assodato che non rientrerà tra quelli che passeranno al marchio Conad. Una delle ipotesi probabili è il passaggio di questo punto vendita inserito in un centro commerciale lungo la Statale del Sempione ad un altro "primario operatore del settore della grande distribuzione" che in queste settimane sta valutando la possibilità di subentrare nella gestione di sei supermercati di Margherita Distribuzione (quelli avuti dalla cessione del marchio Auchan) che non sono destinati a diventare Conad. Nessuno per ora lo vuole confermare, ma il "primario operatore" potrebbe essere Bennet. Incerto è invece il destino del Simply di San Vittore Olona. © RIPRODUZIONE RISERVATA