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14 apr 2022

Evasore fiscale, 30 case confiscate: ospiteranno i profughi ucraini

Secondo i giudici , l'imprenditore brianzolo sarebbe "socialmente pericoloso"

mario consani
Cronaca
Il Tribunale di Milano
Il Tribunale di Milano

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Avrebbe fatto i soldi evadendo il fisco per anni e fornendo false fatture ad aziende amiche. Ora in 30 case di sua proprietà troveranno ospitalità i profughi ucraini. Lui è un imprenditore 75enne residente nel Monzese, ma gli appartamenti si trovano in un complesso residenziale in Toscana, provincia di Grosseto, e possono ospitare un centinaio di persone. Saranno a disposizione dei profughi ucraini dopo essere stati confiscati dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano a S.Q., ritenuto "socialmente pericoloso" per "violazioni di natura fiscale" in serie e reati finanziari, tra il ‘95 e il 2013.

L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati ha deciso di assegnare quegli immobili alla Prefettura della città toscana per l’emergenza abitativa di coloro che sono scappati dalla guerra in Ucraina. La confisca, firmata dai giudici milanesi Fabio Roia, Veronica Tallarida e Ilario Pontani e divenuta definitiva nel tempo, aveva colpito quell’imprenditore attivo nel settore del commercio di metalli ferrosi, nato in Sicilia e residente in provincia di Monza e Brianza, il quale avrebbe portato avanti, si legge negli atti, evasioni e frodi fiscali in serie per quasi vent’anni rimanendo coinvolto in numerosi procedimenti.

Tra l’altro, scrivono ancora i magistrati, aveva tenuto "un elevato tenore di vita, desumibile dagli acquisti di beni di lusso come una Ferrari ed altre auto costose" e che "non appare giustificato dalle sole entrate lecite dichiarate". Avrebbe accumulato, chiarisce il Tribunale, un "patrimonio" che si è "moltiplicato" negli anni "proprio grazie a quel meccanismo pervasivo" che "prevede l’inserimento nel portafoglio di beni derivanti da condotte delittuose realizzate in danno dell’Erario".

E adesso una parte di questi, finiti nelle mani dello Stato, serviranno per un fine nobile e di aiuto sociale. In qualità di amministratore giudiziario, l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati, sulla base delle recenti norme introdotte per la "grave crisi internazionale in atto nel territorio dell’Ucraina", ha disposto l’assegnazione temporanea di quelle case alla Prefettura di Grosseto per destinarle ai profughi almeno fino al 31 dicembre prossimo. Si tratta in gran parte di mini-appartamenti da circa 35 metri quadri (tre posti letto al massimo), mentre uno ha una metratura di quasi 100 metri quadrati dove possono vivere fino a 6 persone.

 

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