L'esplosione dell'Eureco uccise quattro operai (Bettolini)
L'esplosione dell'Eureco uccise quattro operai (Bettolini)

Paderno Dugnano, 23 novembre 2017 - Il Comune di Paderno Dugnano si è costituito in giudizio al Consiglio di Stato contro il ricorso alla sentenza del Tar che bloccava di fatto l’autorizzazione rilasciata dalla Città Metropolitana all’apertura di una nuova azienda di stoccaggio rifiuti a Paderno Dugnano. In un primo momento sembrava che a fianco dell’azienda, la Tecnologia&Ambiente, ci fosse anche la Città Metropolitana, ma ieri gli uffici hanno comunicato la decisione di non “accompagnare” la società in questa battaglia legale. «Mi aspettavo il ricorso dell’azienda, che sta provando a tutelare i propri interessi», commenta il sindaco Marco Alparone, seguito dai cittadini che fanno parte del comitato a sostegno delle vittime dell’Eureco: i quattro operai che nel novembre del 2011 morirono nell’esplosione che sconvolse l’Italia intera. L’azienda, con sede a Palazzolo a due passi dalla superstrada Milano-Meda, trattava rifiuti urbani anche pericolosi. Dopo la condanna a cinque anni di carcere per omicidio colposo al titolare Giovanni Merlino sembrava che l’incubo fosse finito, ma lo spettro di una nuova apertura non permette ancora di dormire sonni tranquilli ai residenti.

Il Comune i cittadini si sono da sempre opposti a un nuovo insediamento industriale e grazie al ricorso presentato dal Comune e da Medicina Democratica le autorizzazioni rilasciate dalla Città Metropolitana erano state annullate. «Avevamo più volte incontrato anche il sindaco Giuseppe Sala per spiegargli la nostra situazione – svela Lorena Tacco, la rappresentante del comitato che in questi mesi ha sostenuto i lavoratori dell’Eureco e le famiglie delle vittime –. Bisogna rispettare quel luogo e non si possono dimenticare i morti rilasciando nuove autorizzazioni a un’azienda così simile».

«La Città Metropolitana aveva notificato prudenzialmente il ricorso in appello per il rispetto dei termini prescritti dalla legge a pena di decadenza – hanno spiegato dagli uffici milanesi –. L’istruttoria, che è stata svolta nel frattempo, ha evidenziato che non ci sono però sostanziali motivazioni per proseguire nel giudizio, per cui la Città Metropolitana non depositerà il ricorso. Tutto ciò anche in coerenza con quanto già deciso di non costituzione nel ricorso promosso dall’azienda». Ora resta l’opposizione al ricorso presentato dall’azienda, che oggi non si dà per vinta. Sulla questione l’attenzione della comunità padernese è molto alta e già il Comitato a sostegno delle vittime sta pensando a diverse iniziative volte a smuovere sul tema l’opinione pubblica e a chiedere maggiori controlli nell’area.