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7 mag 2022

"Rischio tortura". Stop all’estradizione in Russia

La Cassazione ribalta il giudizio della Corte d’Appello su un ricercato per omicidio. "Persistenza endemica di maltrattamenti in cella"

nicola palma
Cronaca
L’ordine di cattura è stato emesso dal Tribunale di Syktyvkar, città russa a 1.300 chilometri da Mosca
L’ordine di cattura è stato emesso dal Tribunale di Syktyvkar

Milano - "Dall’ultimo rapporto elaborato dall’organizzazione Amnesty International, emerge, con riferimento alle condizioni in cui versano gli istituti di pena dello Stato richiedente, la persistenza, con tratti definiti 'endemici', di atti di tortura e altri maltrattamenti in danno di persone ristrette in stato custodiale, mentre continuano a essere 'assai rari' i procedimenti giudiziari nei confronti degli autori di tali condotte".

Con questa motivazione, i giudici della Cassazione hanno negato l’estradizione in Russia del cinquantasettenne Konstantinos Akritidis, arrestato a Ponte Chiasso nel luglio 2021 perché destinatario (col nome di Akakiy Kacharava) di un ordine di cattura emesso nel 2012 dal Tribunale di Syktyvkar (capitale della Repubblica di Komi a 1.300 chilometri da Mosca) per partecipazione a organizzazione criminale e omicidio. Il 14 gennaio 2022, la Corte d’Appello di Milano ha dichiarato "la sussistenza delle condizioni" per l’estradizione di Akritidis, che dal canto suo ha sempre dichiarato di essere cittadino greco e di essere stato vittima di uno scambio di persone col ricercato Kacharava. Il cinquantasettenne ha presentato ricorso in Cassazione, ottenendo l’annullamento della sentenza e il rinvio a un’altra sezione della Corte d’Appello. Il motivo? In primo luogo, secondo gli ermellini, non è stata accertata la reale identità dell’uomo, in possesso di documenti di identità rilasciati dalle autorità elleniche. E poi c’è la questione più importante, quella del trattamento carcerario.

I giudici milanesi hanno escluso "l’esistenza di una situazione di fatto diffusa a carattere sistemico, o comunque generalizzato, di violazione dei diritti fondamentali delle persone ristrette negli istituti penitenziari dello Stato richiedente". Non la pensa così la Cassazione, che ha citato il report di Amnesty, un’inchiesta giornalistica su "pratiche di tortura e atti di violenza diffusi in numerosi istituti di pena" della Russia e un recente verdetto della Corte europea dei diritti dell’uomo per violazioni relative "a pratiche di ammanettamento sistematico e prolungato di persone detenute" proprio a Syktyvkar. Da ultimo, gli ermellini hanno sottolineato che, dopo l’invasione dell’Ucraina, Vladimir Putin ha deciso di uscire dal Consiglio d’Europa e di denunciare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Novità che dovranno essere rivalutate nel procedimento sull’estradizione di Akritidis-Kacharava.

 

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