Esplosione appartamento in piazzale Libia
Esplosione appartamento in piazzale Libia

Milano, 32 settembre 2020 -  Svolta nelle indagini della palazzina esplosa in piazzale Libia, a Milano, sabato 12 settembre. Il tubo della cucina a gas dell'appartamento al pian terreno dove è partita la deflagazione era staccato dal rubinetto. E' uno dei pochi elementi certi che emerge dopo giorni di indagini.

Già dalle primissime ricostruzioni dei vigili del fuoco era emerso che la violentissima esplosione, avvertita in tutta la zona Sud di Milano, si era originata in un appartamento del pian terreno dove viveva il 30enne ucraino Adam Serdiuchenko, responsabile di sala del Martini Bistrot, il locale milanese degli stilisti Dolce e Gabbana. La novità sulla dinamica dello scoppio è arrivata dopo il sopralluogo effettuato ieri sul posto dalla squadra scientifica della polizia locale, dagli investigatori dei vigili del fuoco, dagli esperti di Unareti e dai due consulenti - un ingegnere e un tecnico - nominati dalla procura. Il tubo della cucina a gas dell'appartamento dove il 30enne viveva in affitto era stato manomesso e staccato dal rubinetto.

Prende così sempre più piede l'ipotesi del tentato suicidio anche se non ci sono ancora iscrizioni nel registro degli indagati. L'uomo che risiedeva nell'appartamento è ancora ricoverato alll'ospedale Niguarda con ustioni su diverse parti del corpo: le sue condizioni restano gravi e per gli inquirenti non è stato possibile interrogarlo. Al momento è parte lesa. Le indagini, condotte dal pm Mauro Clerici con il coordinamento del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, capo del dipartimento "salute e lavoro" della procura milanese, hanno per il momento escluso la presenza di altre persone all'interno dell'appartamento nelle ore immediatamente precedenti alla deflagrazione. Gli inquirenti hanno analizzato nel dettaglio i filmati delle telecamere della sorveglianza interna del palazzo e l'unico ad essere entrato nell'appartamento al pian terreno è l'ucraino.