Milano, 1 febbraio 2018 - Il sorteggio con cui lo scorso novembre è stata assegnata la nuova sede Ema ad Amsterdam «non era il metodo idoneo per selezionare la migliore offerta». Anche perché il confronto con Milano - la cui candidatura era molto accreditata - «già in quella fase mostrava una qualità diversa, tanto da aver meritato un punteggio nella prima fase significativamente inferiore».

Lo ha spiegato l’avvocato Francesco Sciaudone, managing partner di Grimaldi, studio legale che ha curato il ricorso per il Comune di Milano insieme a Massimo Condinanzi, professore di diritto dell’Unione europea alla Statale di Milano. Palazzo Marino ha presentato «un ricorso principale per chiedere l’annullamento dell’assegnazione e uno per ottenere una misura di urgenza». Il punto del contendere è il metodo utilizzato per il verdetto, il sorteggio, che secondo il legale «non può essere utilizzato per situazioni non omogenee».

Non esiste un precedente simile, esistono casi di sedi transitorie che sono rimaste attive per 11 anni proprio in Olanda in attesa di sedi definitive come nel caso della Corte penale Internazionale, ma per il legale, il ricorso del Comune di Milano - che potrà essere sostenuto anche dalla Regione Lombardia e dai terzi interessati - «è serio, credibile e soprattutto tutela l’interesse europeo ad avere nei tempi previsti la migliore sede per l’Ema». Per la procedura d’urgenza «di prassi il Tribunale impiega un paio di mesi per completare l’istruttoria eventualmente con udienza ed emettere l’ordinanza», per il ricorso principale invece ci sono tempi più lunghi. «Il Tribunale - conclude il legale - può sospendere la decisione di assegnare la sede ad Amsterdam».