Pirellone
Pirellone

Milano, 19 settembre 2017 - Pirellone con lo sconto pur di portare a Milano l’Agenzia europea del farmaco. Nel dossier di candidatura del capoluogo lombardo è previsto un affitto di favore del grattacielo Pirelli all’European Medicines Agency (Ema) per vincere il confronto con le altre 18 città dell’Unione europea in corsa per aggiudicarsi la sede dell’Agenzia europea, una sede ancora a Londra ma destinata a trasferirsi altrove per effetto della Brexit. Se Milano e l’Italia si aggiudicassero l’Ema, l’Agenzia non pagherebbe neanche un euro di affitto nel 2019, due milioni di euro nel 2020, quattro milioni di euro nel 2021 e sette milioni di euro – il canone annuo definitivo – dal 2022 in poi. Sette milioni di euro all’anno che sono comunque la metà dell’affitto che l’Ema paga per sua sede londinese. Pirellone con lo sconto, dunque, anche se ci sono città rivali di Milano che hanno previsto sconti anche maggiori per l’Ema. Non a caso il governatore Roberto Maroni ipotizza che l’affitto gratuito del Pirellone possa essere esteso da uno a tre anni: «Con l’aiuto del Governo, che ci ha assicurato di mettere a disposizione risorse per la ristrutturazione del Pirellone, possiamo anche pensare di mettere a carico di Ema solo le spese di manutenzione, tenendo a carico nostro l’affitto».

Il presidente della Regione si chiede che fine faranno i 59 milioni di euro già stanziati dal Governo per la costruzione di un nuovo palazzo per la sede di Ema, un investimento non più necessario dopo la scelta della Regione di mettere a disposizione il Pirellone. Una parte di quei soldi potrebbero servire per adattare il grattacielo alle esigenze dell’Ema, un’altra per mettere a posto la nuova sede del Consiglio regionale in caso di arrivo dell’Agenzia (nel dossier si parla di trasloco dal marzo 2018 in un edificio di proprietà regionale adiacente al Pirellone). Numeri e ipotesi emersi ieri pomeriggio a Palazzo Marino durante la presentazione dell’intergruppo parlamentare per sostenere la candidatura Ema. L’intergruppo bipartisan, coordinato dalla deputata del Pd Lia Quartapelle e formato da 14 parlamentari milanesi tra cui Mariastella Gelmini (FI), Emanuele Fiano (Pd), Gabriele Albertini (Ap), Francesco Laforgia (Mdp) e Ignazio La Russa (FdI), è pronto ad affiancare Governo, Regione e Comune nelle missioni bilaterali per conquistare l’Ema. Le prossime scadenze? Il 30 settembre la Commissione europea darà una prima valutazione sui dossier delle 19 città candidate, mentre il 20 ottobre ci sarà il voto del Consiglio degli Affari generali della Ue. Lunedì prossimo, intanto, Maroni e il sindaco Giuseppe Sala voleranno a Bruxelles per la presentazione della candidatura milanese in sede europea. Il primo cittadino, alla domanda sulle rivali più temili per Milano, replica così: «Barcellona, Amsterdam e Vienna».

massimiliano.mingoia@ilgiorno.net