Milano, 26 febbraio 2018 - Si complica la battaglia al parlamento europeo per la revisione dell'assegnazione dell'Agenzia europea del farmaco ad Amsterdam. La commissione Affari costituzionali del Pe ha bocciato l'emendamento della relatrice Mercedes Bresso (Pd), che chiedeva di eliminare dal testo del nuovo regolamento dell' Ema, proposto dalla Commissione Ue, ogni riferimento alla città di Amsterdam come nuova sede. Le uniche due eurodeputate italiane in aula erano Bresso e la pentastellata Eleonora Evi. "Il mio emendamento sull'Ema -  aveva annunciato Bresso durante il dibattito - è un emendamento molto duro, e chiede di modificare la scelta della città di Amsterdam e di sostituirlo con la necessità di addivenire ad un accordo fra co-legislatori". I voti con cui è stato bocciato l'emendamento sono stati 14 no, 7 sì e un'astensione. Hanno votato a favore i Socialisti e democratici (S&d), di cui il Pd fa parte, ed il M5S. Contrario invece il Ppe.

L'AFFONDO DI ASSOLOMBARDA - Oggi Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, è andato all'attacco su Ema: "Crediamo che ci sia in gioco il futuro di quale Europa vogliamo costruire: il tema non è se Ema viene assegnata ad Amsterdam o a Milano, il tema è che uno Stato, all'interno della comunità europea, sembrerebbe aver dichiarato il falso. Se permettiamo che uno Stato dichiari il falso, in una gara tra altri Stati membri e non viene sanzionato, quale Europa stiamo costruendo?". Anche il governatore di Regione Lombardia, Roberto Maroni, è tornato sulla vicenda dell'assegnazione dell'Agenzia del farmaco dopo la Brexit. "Gli ultimi avvenimenti tra l'Italia e Bruxelles non sono andati benissimo - ha dichiarato - mi auguro che il Governo riesca a far prevalere non tanto la forza e la competitività di Milano, quanto il diritto alla salute dei cittadini che va salvaguardato". Maroni poi ha ribadito che "occorre che il Governo chieda la convocazione urgente del Consiglio Europeo che è l'unico che può decidere: non credo che dalla Corte europea ci saranno grandi soddisfazioni. è tutta una questione politica".