Milano, 24 febbraio 2018 - Agenzia europea del farmaco, il sindaco Giuseppe Sala ancora all’attacco: «È evidente che ora la questione è politica. Vediamo come si muoverà l’Europarlamento e come giudicherà questo comportamento del Governo olandese. Io sto lavorando anche per difendere la reputazione di Milano e di una realtà per cui tutti si sono messi insieme a lavorare». Il giorno dopo il sopralluogo ad Amsterdam di una delegazione del Parlamento europea per verificare le sedi indicate dalla metropoli olandese come sede dell’European Medicines Agency (Ema), il primo cittadino milanese non si ferma: «Noi abbiamo fatto la nostra parte e andremo avanti. I Paesi hanno votato sulla base di un dossier, poi sono emerse due cose che io giudico gravi, i due edifici e il tema dei costi. Gli olandesi ci hanno provato, chiedendo un aumento del 34% di affitto e spese per la sede. E ora gli olandesi dicono che se ne prendono carico loro. Non è così che noi ci aspettiamo che l’Europa gestisca i processi».

Sul caso Ema, intanto, scende in campo anche il candidato governatore del centrodestra alle Regionali Attilio Fontana: «Il termine che utilizzerei è il termine che avrebbero usato gli altri nei confronti degli italiani, se fossimo stati noi a taroccare le carte: avrebbero detto sicuramente che eravamo i soliti cialtroni italiani». L’esponente della Lega, subito dopo, aggiunge che «l’Olanda ha fatto il gioco delle tre carte. Non so se tutto è stato corretto, e non mi interessa saperlo» nelle procedure di assegnazione per sorteggio della sede a scapito di Milano: «Ma se l’Europa dovesse dimostrarsi un’istituzione seria, non dovrebbe aspettare il ricorso dell’Italia alla Corte di Giustizia europea» per revocare la decisione.