Milano, 22 febbraio 2018 - "È un momento intenso, abbiamo fatto un sacco di domande e non ci sono moltissime risposte. Si fermano sempre a quella che è l'offerta fatta. In realtà abbiamo scoperto che gli aggiustamenti della sede non prevedranno un tender, cioè un bando di gara, e pensano di poterlo effettuare in tempo. E' emerso pure che non c'è un piano alternativo. Se i lavori non dovessero essere pronti in tempo non c'è un'alternativa". Così Giovanni La Via, capo delegazione
dell'europarlamen
to, al termine della prima tornata di confronto con le autorita' olandesi sull'allestimento della sede dell'Agenzia del farmaco ad Amsterdam da Londra per la Brexit.  "Per la sede definitiva il bando di gara è ancora bel lontano dall'essere pronto e dicono che i lavori dovrebbero iniziare il primo giugno, ma non essendoci ancora il bando di gara, ci sempre un pò difficile. Vedremo - ha aggiunto La Via - nel pomeriggio la sede del Vivaldi Building e tutto ciò che sarà necessario fare per avere in quel luogo una sede efficiente per Ema".

Continuano così ad essere diversi i dubbi sulla capacità dell'Olanda di assicurare il rispetto degli impegni assunti al momento della presentazione dell'offerta di ospitare l' Ema. In molti anche questa mattina, prima del faccia a faccia ad Amsterdam., hanno mostrato le loro perplessità.  Simona Bonafè, eurodeputata Pd, ha scritto su Facebook:  "Non andiamo solo a verificare lo stato di avanzamento dei lavori degli edifici che ospiteranno la nuova sede dell'Agenzia del Farmaco- la cui scelta avvenne a sorteggio, metodo poco edificante per la decisione sulla sede di un'agenzia che incide sull'autorizzazione di farmaci innovativi e sulla salute dei cittadini europei. Vogliamo principalmente chiarire una serie di questioni aperte sui costi effettivi e sui tempi di realizzazione delle strutture dell'agenzia e soprattutto se questi sono compatibili con quelli dichiarati durante la fase di presentazione dell'offerta della candidatura. Vogliamo verificare che tutto sia stato fatto con correttezza e trasparenza, perché se così non fosse ci rimetterebbe la faccia l'Europa, non sarebbe solo un torto per Milano".

Per un altro membro della delegazione, l'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini, "esistono i requisiti essenziali per garantire la continuità nell'azione dell'agenzia per i medicinali? Ovvero, può o meno continuare la sua attività alla scadenza del termine (fine marzo 2019, data ufficiale della Brexit)? Quasi sicuramente la sede non sarà pronta entro i termini e, anche qualora si riuscisse a rispettare i tempi, si saranno spesi molti più soldi di quelli preventivati nella proposta originale. Chi metterà la differenza?", ha scritto stamani su Facebook prima della visita.  Sui social anche Elisabetta Gardini (Fi) ha scritto: "Oggi missione per chiarire se su Ema le regole sono state davvero rispettate!" L'eurodeputato Giovanni La Via (Ppe) - relatore del Parlamento europeo e capo delegazione della missione che si compone oltre che di 9 parlamentari di cui i 4 italiani sono La Via, Bonafé, Pedicini e Gardini - sempre su Facebook spiegava ieri: "Non c'è una contrapposizione Milano contro Amsterdam; non è una rivincita di una partita di calcio che l'Italia ha perso al primo tempo. Si tratta semplicemente di andare a vedere se ad Amsterdam ci sono le condizioni per garantire l'operatività dell'agenzia".

Tra l'altro, è emerso il rischio che ci siano degli extracosti derivanti dal trasloco provvisorio, un elemento sul quale gli eurodeputati sono particolarmente sensibili. La commissione ambiente dell'Europarlamento si pronuncerà il 12 marzo, due giorni dopo tocchera' alla plenaria riunita a Strasburgo votare. Se i deputati dovessero respingere la scelta dei governi di spostare la sede ad Amsterdam, Consiglio ed Europarlamento dovranno negoziare una soluzione alternativa.