Milano, 22 febbraio 2018 - Martedì il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Ieri il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. Una staffetta non casuale, un pressing a tutto campo, per dirla in gergo calcistico, quello che l’Italia sta esercitando sull’Unione europea perché riconsideri la scelta di Amsterdam come nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) in favore di Milano. «I nostri sospetti si sono rivelati fondati», ha dichiarato il primo cittadino milanese solo 48 ore fa. Già, Amsterdam sta ora offrendo all’Ema una sede provvisoria (lo Spark Building) che non compare nel dossier col quale il Governo olandese si è giocato la partita. Un fatto emerso grazie all’accesso agli atti chiesto e ottenuto da Sala che ha permesso di leggere carte finora secretate. Il sospetto che ora pare rivelarsi fondato è che l’Olanda abbia giocato sporco. Da qui sono ripartiti ieri Gentiloni e Tajani. Il primo assicura che è in corso ogni verifica possibile su quanto successo il 20 novembre, giorno in cui Amsterdam superò Milano solo al sorteggio. Il secondo ha inviato una lettera a Claude Juncker, presidente della Commissione Europea chiedendo che siano rese pubbliche tutte le garanzie offerte dagli olandesi in fase di candidatura: un’operazione trasparenza, in breve.

«Il Comune, la Regione e il Governo stanno lavorando e continueranno a lavorare per verificare che il processo sia stato fatto con correttezza e trasparenza, perché se così non fosse non sarebbe un torto solo a Milano ma un torto all’Italia e all’Europa», dice Gentiloni in visita proprio nel capoluogo lombardo. «Il Governo continuerà a stare al fianco di Milano su Ema come su molte altre partite», aggiunge poi il premier rispondendo così alle sollecitazioni di Sala. «Chiedo che siano trasmessi al Parlmento Europeo tutti i dettagli della proposta olandese e i relativi giudizi della Commissione», scrive Tajani nella sua missiva a Juncker rivendicando il ruolo dell’assemblea, che su Ema sarà chiamata a votare. «Informazioni complete e accurate sulle modalità con le quali è avvenuta la selezione delle proposte – sottolinea infatti il presidente – sono necessarie per mettere il Parlamento nelle condizioni di deliberare su questa materia in modo significativo e informato». «Spero che lei convenga che nessuno aspetto di questa vicenda ha carattere confidenziale», conclude Tajani. Percorse le vie legali (tre i ricorsi presentati tra Governo, Comune e Regione) ora si percorre la via politica. E oggi gli eurodeputati della Commissione Ambiente effettueranno un sopralluogo ad Amsterdam per verificare che la nuova sede dell’Ema abbia i requisiti per garantire la continuità operativa dell’Agenzia. Il sopralluogo avverrà allo Spark Building e al Vivaldi Building, il palazzo tutto da costruire proposto come sede definitiva di Ema.