Milano, 8 gennaio 2018 - Dopo il colpo di scena di ieri è arrivata l'ufficialità: Roberto Maroni ha confermato alla riunione di Giunta che non si ricandiderà "per motivi personali" alla presidenza della Lombardia. Maroni ha indicato nell'ex sindaco di Varese, il leghista Attilio Fontana  (Chi è Attilio Fontana - LA SCHEDA), il candidato a succedergli nelle elezioni del 4 marzo. Nel tardo pomeriggio è poi arrivata l'ufficialità della candidatura, con il via libera per acclamazione da parte del consiglio nazionale della Lega lombarda, l'organo che riunisce tutti i segretari provinciali lombardi del Carroccio.

Maroni ha tracciato un bilancio dei suoi cinque anni a Palazzo Lombardia: con "l'autonomia che sarà fatta entro le elezioni - ha spiegato possiamo - concludere in bellezza e aprire una prospettiva straordinaria". Fresco di investitura, Fontana ha spiegato di essere orgoglioso del nuovo ruolo: "Il mio partito ha pensato a me, mi riempie di orgoglio il fatto che possa correre per la Regione Lombardia. Mi fa piacere". Dovrà confrontarsi alle urne con il candidato del centrosinista Giorgio Gori e con il candidato di M5S Dario Violi

MARONI: SONO A DISPOSIZIONE - In merito alla decisione di rinunciare alla corsa per il bis come governatore Maroni ha aggiunto: "E' una decisione che ho preso in piena autonomia, una decisione personale - ha spiegato -. E' una decisione che ho preso sulla base di valutazione personali". "Non ho pretese o richieste da fare", ha aggiunto, ma "sono naturalmente a disposizione se dovesse servire. So come si governa. Ho l'assoluta preoccupazione che possa assumere l'incarico qualcuno come il candidato dei 5 Stelle Di Maio. Per me Di Maio è la Raggi al cubo. E, se lui dovesse andare a Palazzo Chigi, vedo il rischio concreto che l'Italia finisca come Spelacchio. È un rischio da evitare, spero che questo non avvenga. Certo, non andrò in pensione ma per il lavoro fatto e la conclusione in bellezza dell'autonomia posso ritenere concluso il lavoro fatto in Lombardia". 

FONTANA_28021579_120305SALVINI: FONTANA E' ADATTO PER RUOLO - "Sono dispiaciuto che Maroni lasci, però quando ci sono in ballo vicende personali, penso che la politica abbia il dovere di fare un passo indietro" ha detto questa mattina Matteo Salvini i microfoni di '6 su Radio1' (poco prima dell'ufficializzazione della scelta di Maroni ndr.).  "Le scelte personali sono scelte personali, le rispetto- ha spiegato-. Nostro dovere è garantire ai dieci milioni di cittadini lombardi quello che abbiamo garantito in termini di tassazione più bassa d'Italia negli ultimi 20 anni. Se ci sono problemi o scelte di vita privata, familiare, personale, su cui ovviamente la politica fa un passo indietro". Al posto di Maroni correrà un altro varesino, l’ex sindaco della Città Giardino Attilio Fontana, 65 anni, leghista di lungo corso. "Ha fatto per 10 anni il sindaco di Varese - ha detto Salvini è stato presidente dei comuni di tutta la Lombardia, è stato presidente del Consiglio Regionale, è adatto per quel ruolo".

GORI: MIO AVVERSARIO SCESO DAL RING - Non si è fatta attendere la reazione di Gori: "Roberto Maroni ha deciso di non ricandidarsi alla presidenza della Regione Lombardia, il mio avversario è sceso dal ring. In questi mesi, ogni giorno, ho lavorato sul nostro progetto, mi sono preparato, ho studiato, immaginando di dovermi confrontare con lui. Una sfida tosta, mica una passeggiata, che nonostante i pronostici ho però sempre pensato di poter giocare fino in fondo. E invece non sarà lui. Noi continuiamo la nostra marcia, qualunque sia il nome del nuovo competitor".