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27 gen 2022

E fu così che le Badesse inventarono il design

Viaggio nel monastero in cui mille anni fa ha origine il distretto del mobile. Il "Made in Meda" ha il nome dei Berto, dei Cassina e dei cugini Lanzani

di Anna Giorgi Il futuro del design ha già mille anni. Ha scritto bene Filippo Berto, dell’omonima famiglia storica di mobilieri di Meda, nel libro in cui apre lo scrigno dei tesori del “distretto“, termine quest’ultimo a dire il vero un po’ troppo algido e tecnico, per dare l’idea di quanto è prezioso quello che riescono a realizzare gli artigiani, maestri, artisti contemporanei che lavorano il legno e producono bellezza. E allora, siccome quello che a Meda chiamano ancora lavoro, il mondo lo chiama design, è bello riavvolgere il nastro della storia e tornare nei luoghi in cui questo design d’eccellenza è nato. Il viaggio parte dal monastero medioevale, trasformato poi dall’architetto Leopoldo Pollack in una dimora neoclassica, oggi villa Antona-Traversi. Proprio quel monastero e quella tenuta sono stati, traslando i termini, gli incubatori e gli acceleratori di un comparto economico che una decina di secoli dopo, tutti chiameranno, appunto, design. E, sempre come ricorda Filippo Berto nel suo libro, questa operazione di marketing ante litteram fu opera delle donne, perché donne erano i committenti dell’epoca, erano le donne le "influencer", ma non donne comuni, donne di potere: le badesse del monatero. Sono state le badesse, in genere provenienti dalle famiglie colte di Milano, succedutesi alla guida del monastero benedettino a far sì che i contadini alle loro dipendenze cominciassero a produrre qualche mobile di servizio per i locali del monastero. Così quelle "manager", che si servivano esclusivamente della manodopera del loro contado, misero le basi del futuro design. E fecero fiorire le botteghe artigiane che all’inizio del novecento erano oltre mille solo a Meda. Tra le prime, quelle dei "Cugini Lanzani", aperta nel 1798 che producevano "sediame", come si diceva da queste parti. E ancora oggi si può sognare visitando il loro “museo“ che espone qualcosa come cinquemila modelli. Prototipi che ...

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