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30 mar 2022

Due vittime in poche settimane "Subito in sicurezza via Da Vinci"

barbara calderola
Cronaca

di Barbara Calderola

"Dobbiamo mettere in sicurezza la strada della morte". In due settimane via Da Vinci, a Pozzo, si è trasformata in una tomba per due donne: Emanuela Rubini e Camilla Pettinari hanno perso la vita in terribili incidenti sulla circonvallazione. E ora il Comune chiede aiuto a Città Metropolitana: "Intervenite subito". Il piccolo borgo della Martesana è sotto choc per questi lutti e domani sera affronterà il nodo della viabilità-killer in un assemblea pubblica (alle 20.45 alla sala civica di via Moro 12A). All’ordine del giorno ci sarà anche la sistemazione dell’arteria che collega la frazione al centro "tristemente nota negli ultimi giorni", sottolineano a 1diNoi, la lista del sindaco Andrea Villa.

L’incontro servirà a condividere il dolore e anche a mettere a fuoco cosa sia necessario fare per cancellare la scia di sangue sull’asfalto. Innesti pericolosi – proprio da una di queste viette laterali è sbucata l’auto che ha falciato la studentessa diciottenne di Pozzuolo che stava andando all’università quando è finita sul cofano della Zafira, uscita, questa l’ipotesi dei carabinieri, contromano. Per Camilla non c’è stato niente da fare. Come l’8 marzo per l’impiegata 55enne centrata frontalmente da una Seat Ibiza in sorpasso mentre tornava dall’ufficio. Un’altra comunità piange, Terno d’Isola nella bergamasca, dove Emanuela abitava, la donna ha lasciato il marito e una figlia di 19 anni. Comune denominatore dei due tragici schianti, la strada. Velocità e manovre azzardate sono i rischi da azzerare e la giunta è decisa ad avviare i cantieri. "Ma non possiamo farlo da soli, perché il tratto non è nostro". In attesa di progetti e gare l’amministrazione chiede una mano anche alla polizia locale, un intervento-tampone aspettando la soluzione definitiva, "misure per evitare queste ferite". "Siamo scossi e non potrebbe essere diversamente".

La battaglia su via Da Vinci ricorda da vicino altri punti pericolosi costati la vita ad altre persone: la provinciale a Gorgonzola dove morì Beatrice Papetti, la sedicenne ritrovata dal padre soccorritore e la Monza-Trezzo, l’Sp 2, che prima degli spartitraffico per evitare i salti di corsia è stata il cimitero di tanti automobilisti. Ora, altre due morti assurde, ma non frutto di sola fatalità.

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