Milano, 12 settembre 2018 - Luca Lucci, capo ultras della curva sud del Milan, ha patteggiato la pena di un anno e mezzo di reclusione nell'ambito di un'inchiesta su due traffici di droga, coordinata dal pm di Milano Andrea Fraioli e dal procuratore aggiunto Laura Pedio. Il 37enne, arrestato nel giugno scorso assieme ad altre 21 persone, è stato scarcerato di recente ed è ora libero. Per altre quattro posizioni il gip di Milano ha applicato, su richiesta delle parti, pene fino a 2 anni e 4 mesi. Altri 13 imputati hanno scelto, invece, il rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo sulla pena) e per loro il processo inizierà il prossimo 15 ottobre.

Nell'ambito dell'inchiesta erano stati sequestrati 600 chili di droga tra hashish, marijuana e cocaina. Tra gli arrestati c'era anche il 60enne Massimo Mandelli, dipendente di una società di steward e in servizio in occasione di tutte le partite dell'Inter. Una delle basi al centro del traffico di droga era in via Sacco e Vanzetti a Sesto San Giovanni (Milano), precisamente davanti «Al Clan», la sede del tifo ultras del Milan. Nelle intercettazioni si parlava in diverse occasioni di «Luca» e la telecamera installata di fronte all'ingresso aveva ripreso Lucci mentre pagava i corrieri che gli consegnavano grossi carichi di droga, in arrivo soprattutto dai Balcani, ma anche da Spagna e Sud America. Quella stessa telecamera era stata scoperta e distrutta dall'ultrà, che però sospettava un monitoraggio legato alla sua attività di capo della tifoseria.

Oltre ad avere diversi precedenti per reati sportivi (è destinatario di Daspo) è stato condannato in passato per l'aggressione a Virgilio "Virgi" Motta, l'interista che nel corso del derby Milan-Inter del 15 febbraio 2009 allo stadio Meazza aveva perso un occhio a causa di un pugno.