Una manifestazione di disoccupati
Una manifestazione di disoccupati

Milano, 16 aprile 2019 - Dove non arriverà il Reddito di Cittadinanza, arriverà la Dote Unica Lavoro. È questo il senso della delibera approvata ieri dalla Regione Lombardia. Una delibera con la quale la Giunta va a rivedere le misure di sostegno fin qui assicurate ai disoccupati lombardi in modo da integrarle e non doppiarle con la misura appena varata dal Governo guidato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega.

In base a quanto approvato ieri, saranno coperti dalla Dote Unica Lavoro quei disoccupati che non hanno i requisiti per godere dell’assegno di ricollocazione previsto dal Governo in abbinato al Reddito di Cittadinanza. Tra questi ci sono i disoccupati che hanno già percepito per più di quattro mesi l’indennità mensile di disoccupazione che era stata prevista dal Jobs Act varato dal Governo Renzi. Questi potranno ora percepire la Dote Unica Lavoro fino al 2021.

Non solo. La Dote lombarda andrà anche a colmare il periodo di vuoto che si crea, in casi relativi sempre a quanti percepiscono l’indennità di disoccupazione, tra il Reddito di Cittadinanza e l’assegno di ricollocazione. Il primo dura 18 mesi, il secondo dura sei mesi più eventuali altri sei. Può quindi esserci uno sfasamento di 6 mesi tra le due misure ed è qui che interverrà la Dote Unica Lavoro, che farà da cerniera.

Terzo punto: la Regione garantirà premi economici ulteriori rispetto a quelli garantiti dal Governo per gli operatori accreditati, pubblici e privati, che attraverso attività di formazione e coaching, riusciranno a ricollocare un numero significativo di disoccupati. Tradotto in numeri, dal 2013 al 2018 sono stati 250mila i destinatari della Dote Unica Lavoro. Secondo le prime stime, in base ai dati Inps, in Lombardia saranno circa 50mila all’anno i beneficiari del Reddito di Cittadinanza e circa 70mila all’anno i beneficiari dell’assegno di ricollocazione. La Regione spenderà 60 milioni di euro di risorse proprie per le politiche del lavoro, sempre su base annua. «Con queste modifiche – sottolinea Melania Rizzoli, assessore regionale alla Formazione e al Lavoro –, tutte le platee di disoccupati lombardi potranno fruire di un percorso di politica attiva. La revisione ha la finalità di declinare il Reddito di Cittadinanza, in Lombardia, come misura di politica attiva per offrire maggiori possibilità di inserimento lavorativo dei suoi beneficiari, oltre le tre offerte di lavoro previste dalla sua disciplina».