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3 lug 2022
3 lug 2022

Altro che handicap, il Disability Pride di Milano conquista l’Arco della pace

Gli organizzatori della parata partita da corso Como: "Sentiamo il bisogno di riprenderci gli spazi che spesso ci sono negati"

3 lug 2022
Alcuni dei partecipanti al corteo Disability pride a Milano
Alcuni dei partecipanti al corteo Disability pride a Milano
Alcuni dei partecipanti al corteo Disability pride a Milano
Alcuni dei partecipanti al corteo Disability pride a Milano

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Milano - Il Pride di sabato pomeriggio non è stata l’unica parata del weekend milanese, che ier ha ospitato la prima edizione del Disability Pride Milano, organizzato dai Disabili Pirata di Abbatti le Barriere, una realtà nata qualche anno fa in Lombardia e composta da persone con disabilità, caregivers, simpatizzanti e sostenitori del movimento. La parata partita alle 18 da corso Como si è conclusa all’Arco della Pace, in cui è stata inaugurata la “Rampa della pace’’.

«Facciamo parte – spiegano gli organizzatori della manifestazione – del Disability Pride Network, una rete a cui fanno riferimento diverse realtà e soggetti da tutta Italia. Insieme abbiamo scelto di non nascondere più le nostre protesi, i nostri ausili, come carrozzine, deambulatori e bastoni, e di mostrarle nelle strade delle nostre città, e lo faremo con i nostri assistenti, amici per esprimere l’allegria e la gioia di vivere che ci caratterizza e prenderci un giorno di festa". Nella pagina sociale della manifestazione, poi, ieri si leggeva: "Sentiamo il bisogno di riprenderci spazi a noi spesso negati perché non accessibili e sensibilizzare alle tematiche dell’accessibilità universale, dell’agibilità e della fruibilità quanto più possibile nei confronti della popolazione tutta".

Alla manifestazione ha già dato la sua adesione “Non una di meno’’, spiegando che "il Disability Pride è un movimento culturale dal basso che vuole parlare a tutti/e, per cambiare lo stigma per cui le persone con disabilità non sono solo ‘poverinè o super-eroi dello sport, per superare l’assistenzialismo – che pur ci deve essere come servizio e in Italia fa acqua da tutte le parti – come unico orizzonte di relazione".

 

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