Graziella Biondino
Graziella Biondino

Milano, 21 febbraio 2020 - Piovono messaggi di solidarietà per Graziella Biondino, la 67enne in carrozzina insultata mercoledì alla fermata della 90 in viale Romagna, vicino la sede Aler, da passeggeri che non volevano spostarsi per farla salire a bordo. La donna è stata difesa dall’autista e poi scortata dalla Security Atm fino alla fermata di piazzale Cuoco, dov’è scesa.

"Mi hanno urlato ‘Disabile di m...’, ‘Che cosa fai in giro?’, ‘Noi dobbiamo andare a lavorare’", ha raccontato la donna a Il Giorno . "Mercoledì non ho nemmeno mangiato, per quanto ero scossa. Ora sto meglio". A rincuorarla sono le parole di tante persone che sui social e per strada le hanno teso la mano. "Per fortuna non siamo tutti come quei passeggeri", i commenti carpiti ieri alle fermate di viale Romagna, tra largo Rio de Janeiro e piazza Ferravilla. Alcuni viaggiatori hanno voluto raccontare storie di intolleranza alle quali hanno assistito, "sia a danno di disabili e sia di mamme con passeggini. Ma per fortuna la maggioranza della gente capisce l’altro e lo aiuta". Tutti si schierano dalla parte di Graziella e si indignano verso chi l’ha trattata male. A tenderle la mano c’è pure Marco Rasconi, presidente nazionale Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) che neanche a farlo apposta mercoledì è passato da viale Romagna a bordo del furgone dell’associazione proprio in quel momento: "Ricordo di aver visto il filobus fermo ma non sapevo il motivo. Da un lato sono molto contento che autista e Security Atm abbiano aiutato la signora: di fronte all’ignoranza che l’ha fatta sentire mortificata e abbandonata le hanno dato un appoggio. Dall’altro lato mi rendo conto di quanto ci sia da fare dal punto di vista culturale. Io sono solito dire alle persone in carrozzina: “Uscite, il mondo è meno cattivo di quello che sembra“. A me, uomo con disabilità, non è mai successa una cosa del genere. E se le persone che l’hanno insultata hanno formato in quel momento un branco, io invito a formare un branco più ampio per l’inclusione di tutti, perché tutti abbiamo il diritto di lavorare e di vivere. Isoliamo noi, al contrario, le persone che non lo vogliono. Spero che la signora non si faccia intimidire, che mantenga il sorriso e la voglia di girare in città. La nostra associazione è a disposizione".

Alla fermata della 90 Gloria Garcia, operatrice socio sanitaria di 52 anni, racconta di aver assistito "più volte a episodi di intolleranza sui mezzi". Raffaella, impiegata di 47 anni, dice: "Penso sia uno schifo. Siamo ancora a questi livell i?". Elio De Laurentis, 76 anni, è ottimista: "Io trovo sempre solidarietà, gente che vuole cedermi il posto. Graziella ha incontrato le persone sbagliate".