Davide Lippi
Davide Lippi

Milano, 18 gennaio 2019 - In tre, con i volti in parte coperti dai caschi, l’hanno circondato e colpito più volte con calci e pugni. Lui è riuscito in qualche modo a divincolarsi e a rifugiarsi nei box condominiali. Alla fine, gli aggressori sono scappati a bordo di due scooter.

È caccia alla banda che ieri alle 19.40 ha cercato di rapinare Davide Lippi, il 42enne figlio maggiore dell’ex ct campione del mondo Marcello e procuratore sportivo di calciatori come l’interista Matteo Politano e lo juventino Giorgio Chiellini. Tutto accade nel giro di pochi secondi. Mentre sta rincasando nel suo appartamento a due passi dalla zona di Chinatown, Lippi viene accerchiato da tre persone con le facce parzialmente coperte da caschi: i banditi colpiscono più volte la vittima, con ogni probabilità il loro obiettivo è derubarlo; il 42enne, però, reagisce con veemenza e riesce a rifugiarsi all’interno dei box del condominio. A quel punto, i malviventi rimontano sui due motorini a bordo dei quali erano arrivati poco prima e ripartono a tutta velocità prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

È proprio il figlio dell’ex allenatore della Juventus ad allertare il 112 per segnalare l’accaduto: sul posto arrivano i carabinieri del Radiomobile per il primo intervento, raggiunti poco dopo dai colleghi della stazione Sempione e del Nucleo operativo della Compagnia Duomo, ai quali sono ora affidate le indagini sull’episodio. Per fortuna, Lippi non ha riportato ferite o contusioni gravi, tanto che non c’è stato neppure bisogno dell’intervento dell’ambulanza del 118. Gli approfondimenti investigativi sono ancora in corso, ma l’ipotesi al momento più verosimile è che il procuratore sportivo sia stato pedinato dai suoi aggressori e poi circondato prima che rientrasse a casa, probabilmente per rapinarlo di ciò che aveva addosso (orologio, portafogli e cellulare). Oltre alla testimonianza del 42enne, che potrebbe aver notato particolari decisivi per arrivare alla cattura dei tre malviventi, gli investigatori dell’Arma passeranno al setaccio i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona: la speranza è che uno degli occhi elettronici abbia ripreso l’arrivo dei due scooter o la fuga successiva.