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14 mag 2022

Dati e licenze al setaccio per scovare le infiltrazioni

Patto antimafia tra Palazzo Diotti, Dda, Politecnico e Camera di Commercio: più controlli sul Registro delle imprese per intercettare operazioni sospette

Il prefetto di Milano Renato Saccone, 65 anni
Il prefetto di Milano Renato Saccone, 65 anni
Il prefetto di Milano Renato Saccone, 65 anni

La premessa: "Molte delle informazioni di interesse ai fini di prevenzione antimafia sono contenute nelle segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) che le società sono tenute a presentare ai Comuni". Di conseguenza, è dall’analisi approfondita di quei dati (e di quelli contenuti nel Registro delle imprese della Camera di Commercio) che possono emergere segnali di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale. È proprio questo l’obiettivo del protocollo firmato ieri a Palazzo Diotti dal prefetto Renato Saccone, dal sindaco Giuseppe Sala, dall’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato, dal capo della Dda Alessandra Dolci e dai rappresentanti di Anci, Politecnico e Camera di Commercio: implementare un sistema informatico che scandagli licenze commerciali e Scia "non per individuare aprioristicamente posizioni soggettive o entità giuridiche da colpire direttamente con provvedimento interdittivo prefettizio", bensì per "far emergere platee di soggetti meritevoli di successivi approfondimenti investigativi sulla base di potenziali indici di anomalie nella gestione aziendale". Un’ulteriore stretta antimafia che si inserisce in un solco già tracciato ai tempi di Expo (i 360mila euro utilizzati per finanziare il progetto per 5 anni arrivano dalle sanzioni comminate all’epoca dell’Esposizione universale) e che è motivata anche dalla profonda crisi economica generata dai due anni di pandemia, che ha aumentato gli appetiti dei clan e reso molto più attaccabili diverse attività commerciali.

Senza dimenticare l’attenzione che va riservata ai fondi in arrivo per il Piano nazionale di ripresa e resilienza e per le opere legate alle Olimpiadi invernali del 2026. Un fiume di denaro che va canalizzato nella giusta direzione, per evitare che il suo corso sia pericolosamente deviato dalle mafie. "Solo ne 2021 – ha fatto sapere Saccone – sono transitate nelle banche dati 105mila Scia nella Città metropolitana, e negli ultimi tre anni sono state più di 40 le interdittive che hanno riguardato esercizi commerciali, oltre la metà fuori dalla città di Milano. Con questo protocollo, i controlli saranno fatti in modo mirato". Dal canto suo, Dolci, che con i suoi pm potrà utilizzare l’applicativo informatico nell’ambito delle inchieste antimafia, ha sottolineato l’importanza della creazione di un "sistema tra le istituzioni" per combattere la criminalità organizzata. Del resto, ha chiosato, se è vero che i clan hanno mostrato in più occasioni di saper "fare rete", è altrettanto vero che i firmatari dell’ultimo patto per la legalità rappresentano "il capitale sociale dell’antimafia".

Nicola Palma

© Riproduzione riservata

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