Dario Fo e Franca Rame (Dire)
Dario Fo e Franca Rame (Dire)

Milano, 13 ottobre 2016 - Dario Fo è morto. Il premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, 90 anni compiuti il 24 marzo (classe 1926 - VITA E CARRIERA)era ricoverato all'ospedale Sacco di Dario FoMilano da un paio di settimane. Il decesso è avvenuto alle 8 del mattino, la causa è "un'insufficienza respiratoria causata da una patologia polmonare di cui era sofferente da anni, una malattia silente e progressiva", ha detto il medico curante, Delfino Luigi Legnani, direttore del reparto di pneumatologia dell'ospedale milanese. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino nel giorno in cui, sabato 15, si terranno i funerali di Dario Fo con cerimonia laica in piazza Duomo.

IL FIGLIO JACOPO - "E' STATO UN GRAN FINALE" -  Il figlio Jacopo Fo si trova in città da alcuni giorni per stare vicino al genitore. "Non c'è più, è stato un gran finale", ha detto sotto la casa del padre a Milano. I familiari di Fo erano stati avvisati dai medici dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute nelle ultime ore. Con una lettera la Compagnia Teatrale e la famiglia di Dario Fo ringraziano per l'affetto ricevuto in queste ore.  "Il nostro Paese e il mondo intero perdono oggi un artista che per tutta la vita si è battuto contro l'affermazione secondo cui 'la cultura dominante è quella della classe dominante' - si legge nel testo - Attraverso la sua intera opera Dario Fo ha lavorato affinché le classi sociali che da secoli erano state costrette nell'ignoranza prendessero coscienza del fatto che è il popolo a essere depositario delle radici della propria cultura".  L'ultima intervista rilasciata appena 20 giorni fa a Il Giorno il 21 settembre, riguardava Darwin. Ma siamo scimmie da parte di madre o di padre”, il suo ultimo libro. 

CAMERA ARDENTE E FUNERALE - La cerimonia pubblica per l'ultimo saluto a Dario Fo, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere sabato alle 15 in piazza Duomo. La camera ardente, invece, sarà essere allestita venerdì 14 ottobre, al Piccolo Teatro Strehler di Milano, dalle 12 fino alla mezzanotte. Riaprirà alle 8.30 di sabato 15 ottobre fino al momento in cui Dario Fo verrà spostato per la cerimonia laica e a Milano sarà indetto il lutto cittadino: Un gesto di vicinanza e affetto, precisa il Comune in una nota, da parte dell'amministrazione e di tutta la città. Stesso luogo in cui il Nobel a marzo aveva festeggiato assieme ad amici, parenti, attori e musicisti i suoi 90 anni. Sergio Escobar: “Ospitare al Piccolo Teatro, al quale Dario era legato e che ‘frequentava’ da quasi 60 anni e dove solo nel marzo scorso festeggiavamo i suoi 90, e condividerne con la città l’ultimo saluto è un atto, naturale, di affetto verso di lui, verso la gente che lo amava, una volontà della famiglia, che idealmente lo ricongiunge a Franca, la compagna di tutta una vita, che qui abbiamo salutato tre anni fa.” Questa sera il Piccolo Teatro di Milano renderà omaggio a Dario Fo, attraverso un breve ricordo affidato agli artisti in scena nelle sue tre sale.

falseLE ULTIME ORE - Il medico ha spiegato che Fo "è stato presente, lucido e collaborativo fino a ieri", mercoledì 12 ottobre. Negli ultimi giorni di vita ha continuato a informarsi sui temi di attualità. "Negli ultimi giorni - ha detto - si faceva leggere i giornali dai suoi collaboratori perché aveva problemi alla vista". Non solo, prima che le sue condizioni si aggravassero, Dario Fo "ha cantato per ore, una cosa incomprensibile", considerando le sue condizioni mediche. Le sue condizioni, ha specificato il medico "sono precipitate nelle ultime ore" e "non si poteva fare di piu'". Nelle ultime ore "abbiamo lenito la difficoltà respiratoria, che è la cosa peggiore che possa capitare" in presenza di una patologia del genere, ha aggiunto Legnani. Dario Fo "aveva una capacita' respiratoria incredibile in presenza di una patologia polmonare complicata come la sua". "È stato un evento triste ma inevitabile - ha concluso il medico -. Abbiamo fatto di tutto di per lenire la componente dolorosa legata all'insufficienza respiratoria e alla frattura di un corpo vertebrale. Quindi nelle ultime ore è stato sedato".

IL RICORDO - "Milano non dimenticherà i suoi insegnamenti", ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, fra i primi a ricordarlo. Fo era una personalità legatissima alla Lombardia e a Milano, dove si trasferi' giovanissimo con la famiglia da Leggiuno-Sangiano, in provincia di Varese (VIDEO)"Addio al Sommo Giullare, uomo libero, grande lombardo". Roberto Maroni, presidente della regione Lombardia, ha salutato con un tweet Dario Fo. "Nobel meritato - prosegue il cinguettio - ha dileggiato il potere restituendo la dignità agli oppressi". "Dario parlava tante lingue: quella del teatro, quella della politica, quella dell'impegno sociale, quella dei diritti. Tante lingue per ricordarci sempre l'importanza della libertà, della giustizia, dei diritti civili e sociali, della dignità di ogni donna e di ogni uomo": così l'ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha ricordato Fo su Facebook, corredando il post con una foto di quando parlò ai funerali di Franca Rame. "Caro Dario - ha concluso Pisapia -, mi mancherai e ci mancherai e, all'Italia, mancherà un artista geniale e straordinario". Un commento anche dell'arcivescovo di Milano Angelo Scola: "Dario Fo ha detto 'io sono ateo, ma spero sempre di essere sorpreso'. Credo che questa sorpresa adesso l'abbia incontrata". Numerosi i messaggi di cordoglio e di vicinanza dal mondo della politica, dello spettacolo e dell'editoria.  La notizia di oggi ha subito fatto il giro del mondo e la stampa estera ha voluto celebrare Fo con articoli, citazioni ed immagini (FOTO).

Dario Fo (Ansa)

IL NOBEL - Dario Fo vinse il Nobel per la letteratura nel 1997 "perchè, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi". La sua opera più celebre è 'Mistero Buffo': una 'giullarata' portata in scena per la prima volta nel 1969, nella quale Fo recitava in grammelot, ossia un linguaggio teatrale che si rifà alle improvvisazioni giullaresche e che è costituito da suoni che imitano il ritmo e l'intonazione di uno o più idiomi reali con intenti parodici. Nel caso di 'Mistero Buffo' si trattava della mescolanza di vari dialetti della Pianura Padana.