Funerale laico di Dario Fo in piazza Duomo
Funerale laico di Dario Fo in piazza Duomo

Milano, 15 ottobre 2016 - Ultimo saluto a Dario Fo, morto giovedì 13 ottobre a 90 anni. Non solo un addio, ma anche una celebrazione in memoria dell'uomo, dei valori e delle passioni e della "gioia, l'allegria, e una vita spesa nella solidarietà". Poco prima di mezzogiorno, è iniziato il funerale laico sul sagrato di piazza Duomo ed è terminato verso le 13 con applausi e numerosi 'ciao Dario' gridati a gran voce (FOTO).  Sul sagrato, sotto una fitta pioggia, sono accorse centinaia di persone (VIDEO) accompagnando - sulle note di 'Bella ciao' suonata dalla Banda degli ottoni - il feretro in corteo dalla Camera ardente allestita al Piccolo Teatro Strehler (FOTO). Sotto il tendone allestito sul sagrato della cattedrale, i parenti, i collaboratori più stretti del Nobel, i sindaci di Milano, Giuseppe Sala, di Torino, Chiara Appendino e di Roma, Virginia Raggi e il vice presidente della camera dei Deputati Luigi Di Maio. Presente anche il leader del M5S, Beppe Grillo (FOTO). Ha aperto le celebrazioni prima la sigla televisiva di Mistero Buffo, poi le note di "Stringimi forte i polsi dentro le mani tue". Hanno parlato l'amico Carlo Petrini e il figlio Jacopo Fo. Lasciata la piazza, il feretro è stato portato al Famedio, dove è stato tumulato accanto alla moglie Franca Rame.

Funerale laico in piazza Duomo per Dario FoFAMEDIO - Con le parole del canto partigiano 'Bella ciao' e il pugno alzato parenti e amici di Dario Fo hanno salutato il Nobel al termine della sepoltura. "Merda! Merda! Merda!", è stato invece il saluto della Compagnia teatrale Fo Rame nella cripta del Famedio, al Cimitero Monumentale di Milano. La salma del 'Maestro', come amava farsi chiamare il padre di Mistero buffo, è stata sapolto vicino alla moglie Franca Rame. Di fianco a loro riposano Franco Parenti, Enzo Jannacci, la cantante lirica Maria Maddalena Olivero e il direttore d'orchestra Giorgio Gaslini.

Carlo Petrini ai funerali laici di Dario FoPETRINI: "OGGI L'ULTIMA REGIA" - "Dario ha voluto curare questa ultima regia e io per amicizia e affetto mi trovo a fare questa difficile parte. Con tutto il rispetto per l'uomo mi trovo di fronte a uno scherzo da prete". Così Carlo Petrini ha esordito nel suo ricordo di Dario Fo a Piazza Duomo. Poi, ha cominciato a ricordare il premio Nobel scomparso sottolienando come nella sua vita arte e politica siano state inscindibili. "Molte persone oneste e sincere hanno tenuto a sottolineare la differenza tra artista, genio straordinario e la politica come se le due cose fossero inscindibili - ha detto - credo che sia impossibile e non sia giusto: e ben lo sapevano quei sovversivi dell'accademia svedese che gli assegnarono il Nobel con una sintesi perfetta 'dileggia il potere e restituisce dignità agli oppressi''". E ancora: "Dobbiamo riaffermare con forza questa simbiosi stretta tra l'arte di Dario Fo e il suo impegno politico guidato da suo senso civico. Pensare a Dario senza la politica corrisponde dalle mie parti a pensare ad un buon vino fatto senza uva". "Ha parlato agli umili e gli umili lo hanno capito. Questa e' la sintesi del suo premio Nobel", ha dichiarato il patron di Slow Food Carlo Petrini. "Cinque giorni fa, nel suo letto di ospedale, mi ha tenuto 1 ora e mezza per dirmi che vedeva delle figure sul muro e sentiva le voci, quelle dei pazzi, che sono fuori di noi ma diventano parte di noi. 'Questo copione non l'ho scritto io, mi fanno le medicine che mi rendono impotente', diceva", ha raccontato Petrini. "Noi ci chiamiamo compagni perche' condividiamo la gioia e la fraternita' che non lascia spazio a cattiverie di nessun genere e celebriamo il piu' grande tra noi che dileggiava i potenti con uno sberleffo", continua. "Allegri bisogna stare perche' il troppo piangere non rende felici i nostri amici, perche' celebriamo il mistero della vita e della morte, unico 'Mistero buffo' della nostra precaria esistenza", ha concluso (VIDEO).

Jacopo Fo al funerale del padre DarioJACOPO: "MAMMA E PAPA' RIDONO INSIEME" - "Voi siete qui, sotto il diluvio perché non avete visto un bravo attore, avete visto uno che c'era veramente". Così Jacopo Fo, durante le esequie del padre Dario, sul sagrato del Duomo, a Milano. "Fin da piccolo, mio padre mi diceva 'fai quel che vuoi perche' campi di piu'', nel senso che se hai un desiderio, devi seguirlo a tutti i costi e mio padre e mia madre hanno fatto questo, sono andati avanti nonostante tutto quello che gli hanno fatto, e non hanno mai piegato la testa",  ha continuato Jacopo Fo. "Lui e' mia madre hanno fatto una vita straordinaria. Hanno ricevuto quantita' di amore", ha raccontato commosso. "Abbiamo saputo che mio padre era senza speranze a luglio. Ad agosto ha fatto uno spettacolo di 2 ore e ha finito cantando. L'arte e la solidarietà sono medicine per le persone". E ancora: "Mio padre ha chiesto che fosse suonata questa canzone, 'Stringimi forte i polsi dentro le mani tue', scritta per mia madre. Noi siamo comunisti e atei però mio padre non ha smesso di parlare con mia madre e di chiederle consiglio, per cui siamo anche un po' animisti, perchè non è credibile che uno muore veremante. Si fa per dire". "Sono sicuro che adesso sono lì insieme", ha detto di Dario Fo e Franca Rame. E ricordando il messaggio di "un padre e amico che ha perso recentemente un figlio piccolo", ha aggiunto "mi piace pensare che adesso sono lì con lui". Adesso mia madre e mio padre sono li' insieme. Grazie compagni", ha concluso (VIDEO).

Il corteo funebre per Dario Fo'STRINGIMI FORTE I POLSI' - La cerimonia laica si è aperta con una canzone, 'Stringimi forte i polsi' (Leo Chiosso - Dario Fo) che lui stesso aveva contribuito a scrivere. Ma soprattutto era la sigla di Canzonissima del 1962. Quell'edizione della kermesse musicale Rai fu particolare: non solo per la conduzione, proprio di Dario Fo e Franca Rame, non solo per la sigla finale, che venne cantata da Mina (che poi la inserì nell'album 'Renato') ma perché fu l'edizione in cui i testi, scritti da Chiosso e Fo, vennero censurati dopo una serie di sketch che avevano citato la mafia in Sicilia e le morti sul lavoro che furono tra gli episodi più controversi della vita professionale del Giullare varesino, premio Nobel nel 1997. Franca Rame e Dario Fo lasciarono la trasmissione e tutti i nastri furono distrutti, tranne alcuni spezzoni in pellicola.mo. Dietro il carro funebre alcuni amici con una foto dello scrittore (VIDEO).