di Massimiliano Mingoia Oltre sei milioni di turisti in meno nel 2020, un calo del 57-60% rispetto al 2019. I dati stimati sul numero di visitatori a Milano nell’anno dell’emergenza coronavirus testimoniano "il momento drammatico" per il capoluogo lombardo, come racconta Luca Martinazzoli, direttore di Milano&Partners, la società di promozione turistica cittadina, durante la commissione comunale che ieri ha affrontato il tema. Le previsioni per l’anno prossimo sono un po’ meglio ("nel 2021 ci aspettiamo una perdita del 35% rispetto 2019") ma nel brevissimo periodo la situazione rimane molto complicata,...

di Massimiliano Mingoia

Oltre sei milioni di turisti in meno nel 2020, un calo del 57-60% rispetto al 2019. I dati stimati sul numero di visitatori a Milano nell’anno dell’emergenza coronavirus testimoniano "il momento drammatico" per il capoluogo lombardo, come racconta Luca Martinazzoli, direttore di Milano&Partners, la società di promozione turistica cittadina, durante la commissione comunale che ieri ha affrontato il tema.

Le previsioni per l’anno prossimo sono un po’ meglio ("nel 2021 ci aspettiamo una perdita del 35% rispetto 2019") ma nel brevissimo periodo la situazione rimane molto complicata, anche perché "il comparto produttivo legato al settore del turismo negli ultimi mesi ha perso il 90% dei ricavi". Martinazzoli e l’assessore al Turismo Roberta Guaineri hanno delineato in commissione un piano in più azioni per far sollevare la testa alla Milano internazionale. Il progetto che colpisce di più si intitola "Fly to Milano" e prevede una notte gratis in albergo per i turisti che rimangano in città almeno tre giorni oppure, per chi rimane solo due, un “buono’’ per una notte gratis da spendere entro la prossima estate.

La campagna di adesione degli alberghi a "Fly to Milano" è appena iniziata. "Non è come il 3 per 2 dell’Esselunga, ma è un modo per stimolare gli arrivi – sottolinea il presidente milanese di Federalberghi Maurizio Naro –. Riscontriamo ancora molte difficoltà nel far tornare i turisti in città, il problema della sicurezza sanitaria è molto avvertito. Le aziende, in particolare, non fanno più viaggiare i loro dipendenti verso Milano"".

Bisogna invertire la tendenza. Il Il Comune ci sta lavorando già da settimane, almeno da inizio maggio, quando è scattata la Fase 2 e Milano ha lanciato il video con Ghali. Ora è arrivato il momento di fare un passo in più. La Guaineri, infatti, presenta in commissione una campagna di comunicazione destinata in primis al "turismo di prossimità", cioè ai lombardi e agli abitanti di Genova e Torino (lo slogan è "Quest’anno voglio andare vicino"), ma che strizza l’occhio anche ai Paesi europei, all’Inghilterra, agli Stati Uniti e alla Cina. Non a caso lo slogan generale è in inglese: "Why not?", perché non provare a venire a Milano? Un uso dell’inglese che non convince il consigliere di FI Alessandro De Chirico: "Se si punta sul turismo di prossimità meglio utilizzare il dialetto". Ma la Guaineri ricorda che "il target su cui si concentra Milano è basato soprattutto sui giovani, italiani e non solo". Il consigliere di Milano in Comune Basilio Rizzo, invece, punta il dito contro "l’eccessivo intellettualismo" proposto in alcuni manifesti della campagna di comunicazione, ad esempio quello che recita "Birdwatching a Milano?", cioè la possibilità di ammirare i fenicotteri rosa presenti a Villa Invernizzi.

Ma ci sono anche manifesti scritti interamente in italiano e che puntano a valorizzare i quartieri periferici della città, che vengono elencati e accompagnati dallo slogan "Milano è sempre quella perché non è mai la stessa. Preparatevi a vivere tutti i suoi quartieri".