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13 ago 2021
carlo d’elia
Cronaca
13 ago 2021

Covid, la strage in Rsa a Mediglia "non fu sfortuna"

I parenti degli anziani deceduti alla Borromea si oppongono all’archiviazione dell’inchiesta

13 ago 2021
carlo d’elia
Cronaca
La casa di riposo “Residenza Borromea“ nella frazione Mombretto di Mediglia
La casa di riposo "Residenza Borromea" nella frazione Mombretto
La casa di riposo “Residenza Borromea“ nella frazione Mombretto di Mediglia
La casa di riposo "Residenza Borromea" nella frazione Mombretto

Mediglia (Milano), 14 agosto 2021 -  "Continueremo a lottare perché i nostri morti non passino per l’espressione di uno storico momento di sfortuna collegiale". Invoca giustizia Leonardo La Rocca, tra i promotori del Comitato sulla strage della Rsa Borromea di Mombretto di Mediglia, dove tra febbraio e maggio 2020 sono morti per Covid 77 anziani ospiti su 147. Soprattutto dopo che la Procura di Lodi il 20 luglio scorso ha deciso di chiudere la vicenda giudiziaria perché non ci sarebbero "prove che sia stata la negligenza a causare la strage per Covid nella casa di riposo".

Una doccia gelata per 34 famiglie firmatarie nel 2020 di un esposto in Procura per chiedere di indagare su tutte quelle morti nei primi mesi della pandemia. Ma dopo un anno di indagini il procuratore di Lodi Domenico Chiaro ha deciso di procedere con l’archiviazione del fascicolo per omicidio colposo ed epidemia colposa aperto sulla Rsa.

Molti guardano al caso-Lodi. Parti civili, avvocati e magistrati: il tema è generale e serve a capire se i comportamenti sbagliati vanno sanzionati nel penale o se ci saranno risarcimenti danni. "Nelle nostre indagini – aveva spiegato il procuratore Chiaro, annunciando la richiesta di archiviazione – abbiamo svolto anche un confronto con altre Rsa che hanno adottato misure più restrittive e siamo arrivati alla conclusione che non c’è ragionevole certezza che siano state proprio le condotte commissive o omissive di soggetti ricoprenti cariche apicali a cagionare l’evento, la morte di 77 pazienti ospiti della struttura".

A distanza di tre settimane, ancora oggi, stentano a crederci i familiari delle vittime, che in questi mesi non hanno mai smesso di lottare. E che ora invocano giustizia, preparando con gli avvocati le carte per presentare opposizione e portare la vicenda davanti al gip di Lodi. "Al momento non abbiamo ancora presentato opposizione visto che c’è tempo fino a settembre – spiega La Rocca, che nella tragedia ha perso il suocero –. Come gruppo siamo comunque in contatto con l’associazione Felìcita (onlus che si occupa di tutelare i diritti degli ospiti delle Rsa, ndr) per avviare un percorso comune orientato. Una cosa è certa: i nostri morti non passino per l’espressione di uno storico momento di sfortuna collegiale".
 

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