Tampone per il coronavirus
Tampone per il coronavirus

Milano, 29 ottobre 2020 - Nella settimana dal 18 al 24 ottobre tra Milano e hinterland sono stati scoperti 12.652 nuovi positivi al coronavirus: circa 23 volte i 544 casi registrati tra il 13 e il 19 settembre, la settimana in cui è iniziato l’anno scolastico. L’aumento esponenziale è raccontato da uno specchietto sull’andamento settimanale dei contagi contenuto in un dossier della Regione che Il Giorno ha potuto consultare: +102 casi (rispetto alla settimana precedente) dal 20 al 26 settembre, + 275 la settimana successiva, e poi lo stacco: +2.130 tra i 4 e il 10 ottobre (dai 921 della settimana precedente a 3.051), +5.301 (con 8.352 nuovi positivi) dall’11 al 15 ottobre, +4300 nell’ultima settimana.

Ma è cambiata anche la distribuzione per età dei nuovi contagiati: tra il 13 e il 19 settembre l’incremento era concentrato tra i ventenni (16,4% dei nuovi casi), i trentenni (16%), i quarantenni (16,9%) e i cinquantenni (17,3%), mentre solo l’8% aveva da 0 a 9 anni e solo il 6,8% da 10 a 19; percentuali inferiori anche a quella dei sessantenni (9,4%) e poco superiori al 5,9% dei settantenni. Cinque settimane dopo, tra il 18 e il 24 ottobre, i ragazzini dai 10 ai 19 anni (l’età degli studenti medi e superiori) sono saliti al 14,6% dei nuovi positivi. Mentre ventenni, trentenni, quarantenni, cinquantenni e sessantenni sono scesi di circa un punto, e i bambini di più di quattro punti, al 3,7%. E se è vero che su questi dati incide il fatto che chi va a scuola è stato sottoposto a uno screening sistematico, i milanesi in età da asilo ed elementari contagiati in una settimana sono aumentati di circa 10 volte, dai 44 del 19 settembre ai 462 del 24 ottobre, mentre i ragazzi delle medie e delle superiori (da 10 a 19 anni) crescevano di oltre cinquanta volte, da 37 a 1.844 nuovi positivi alla settimana. Nello stesso periodo i contagiati giovani e adulti sono aumentati di 20, 21 o 22 volte a seconda della decade.

Il dossier , aggiornato al 26 ottobre, racconta anche la distribuzione territoriale dei 12.960 nuovi casi registrati nel territorio dell’Ats Metropolitana nei sette giorni precedenti (i numeri consolidati sono leggermente diversi dalla somma dei bollettini quotidiani della Regione, nei quali una parte dei tamponi è in attesa di attribuzione territoriale). La mappa di Milano e Lodi fotografa la concentrazione di contagi in alcuni comuni intorno alla metropoli, mentre in città la crescita del virus appare più diffusa, con 5.671 nuovi casi in una settimana: il 43,8% del totale dell’Ats (nel comune di Milano risiede il 40% degli oltre 3,4 milioni di abitanti del Milanese e del Lodigiano). La percentuale di contagiati sulla popolazione dall’inizio della pandemia a Milano è dell’1,8%, identica a quella dell’intera Lombardia, ma la letalità del Covid (8,15% dei positivi censiti in città, 8,26% in tutta la provincia che ha registrato quasi 4.500 vittime da febbraio) è sotto la media regionale (10,92%) e una delle più basse tra le province: solo la Brianza (7,4%) e Varese (6,5%) hanno avuto meno decessi. E sono, insieme a Milano, quelle in cui il virus adesso cresce più velocemente.