Il vertice in Prefettura a Milano
Il vertice in Prefettura a Milano

Milano, 22 febbraio 2020 - "Non ci sono emergenze ed evidenze tali da farci pensare alla chiusura di servizi pubblici. Molte imprese e uffici potranno fare ricorso al telelavoro per  ridurre la mobilità territoriale".  La decisione del prefetto di Milano, Renato Saccone, è arrivata al termine di un vertice con le autorità locali e con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, insieme all'assessore al Wefare della Regione Lombardia, Giulio Gallera dopo i contagi in Lombardia di coronavirus. "Parliamo di una grande città italiana e le complicazioni sono importanti e dobbiamo tenerne conto. Sarà necessario agire in piena concordanza con le linee nazionali. Domani faremo un altro punto - ha aggiunto il prefetto -. Le imprese e anche gli uffici pubblici potranno fare ricorso al telelavoro e ridurre la mobilità sul territorio. In serata o al massimo domani mattina avremo indicazioni dal governo e le valuteremo domani mattina. Siamo pronti ad adottare provvedimenti omogene".

"Noi consigliamo ai milanesi non di stare in casa ma di limitare più possibile, di ridurre la socialità e avere norme igieniche - ha dichiarato il sindaco di Milano -. Siamo in attesa di avere chiarimenti a livello nazionale". A proposito delle tante iniziative che si tengono nel capoluogo lombardo, Sala ha precisato la posizione di Palazzo Marino: "Continueremo a tenere aperti i nostri servizi e i nostri uffici ma rinvieremo quello che si può rinviare. Ad esempio abbiamo un concorso in settimana con migliaia di persone che arrivano da tutta Italia e lo rinvieremo. -  C'è attenzione a dove si può ridurre il rischio. Poi si naviga a vista e domani alle 10 ci rivediamo qui" conclude in riferimento al nuovo vertice in prefettura in programma nella giornata di domenica 23 febbraio.

A proposito di grandi eventi, Il consiglio di amministrazione di Mido, la più importante manifestazione nel settore degli occhiali a livello mondiale in programma dal 29 febbraio al 2 marzo a Milano, ha deciso di posticipare l'edizione del 2020 tra fine maggio e la prima metà di giugno a causa della crisi causata dall'emergenza del coronavirus. Prosegue, invece, regolarmente la Settimana della Moda: "Si va avanti normalmente, con la giusta cautela, seguendo le regole del ministero della salute - ha detto Carlo Capasa, presidente della Camera della Moda -. Osserviamo quelle regole che sono da seguire e continuiamo  a lavorare, andiamo avanti nella maniera corretta rispettando le indicazioni. Non ci risulta che nessuno sia partito prima, anzi  il problema è che c'è più gente che posti, c'è un grande afflusso e non c'è stata nessuna defezione". Gli unici a mancare sono  i circa 1000 cinesi, tra buyers, stampa e stilisti, che non sono potuti venire a Milano fin dall'inizio per lo stop ai voli. Per loro Camera della moda ha varato l'iniziativa "China we are with you", che permette di seguire le  sfilate anche da remoto: "Alla settimana virtuale trasmessa in Cina stanno partecipando - ha fatto sapere Capasa - 11 milioni e mezzo di persone, che sono quelle attive nella nostra live room".

Confermati i provvedimenti della Corte d'Appello di Milano per i dipendenti dei tribunali del distretto residenti nell'area della provincia di Lodi interessati dal coronavirus, del Comune e della Camera di Commercio: resteranno a casa per precauzione e non potranno recarsi nelle rispettive sedi dii lavoro. Ma a proposito dell'ipotesi di chiudere gli uffici giudiziari, il prefetto ha "escluso" questo scenario: "Hanno fatto dei provvedimenti relativi al caso specifico di lavoratori provenienti dall'area del basso lodigiano che hanno la sospensione dal lavoro e l'invito anzi l'obbligo di stare a casa. I provvedimenti presi sono relativi alla copertura delle assenze, che in qualche caso potrebbero portare a qualche disservizio".