Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

Milano, 25 marzo 2020 - Si conferma il rallentamento della crescita dei contagi da Coronavirus in Lombardia. Rispetto a ieri calano anche i numeri sul fronte dei decessi. Il numero dei positivi in regione si attesta a 32.346, ovvero 1.643 più di ieri, quando i nuovi casi erano stati 1.942. Il numero dei decessi giornalieri è sceso sotto quota 300 seppur di poco (296) per un totale di 4.474 morti. "Un numero notevolmente inferiore rispetto a ieri ma ancora molto più grande di quanto vorremmo" ha sottolineato l'assessore al Welfare Giulio Gallera, che ha fornito l'aggiornamento quotidiano sui dati lombardi. È salito a 10.026 il numero relativo alle persone ricoverate non in terapia intensiva (315 in più da ieri) mentre in terapia intensiva sono ricoverati 1236 pazienti, 42 da ieri. Nel complesso in Lombardia sono stati effettuati 81.666 tamponi.

I dati delle province

Supera quota settemila il numero dei positivi nella provincia di Bergamo, la più colpita dal Coronavirus. Ci sono stati 344 nuovi casi accertati, per un totale di 7072 contagiati. Seconda per numero di nuovi positivi la provincia di Milano con un aumento di 373 (di cui 141 in città), per un totale di 6.074 di cui 2.438 nel capoluogo. Un dato che segna una sostanziale "resistenza" da parte della provincia più popolosa della Lombardia. Per Gallera si tratta di un dato che mostra come "a Milano il grande sforzo sta consentendo alla diffusione del virus crescite non esponenziali". Scende sotto i 300 (a 299) il numero dei nuovi contagiati a Brescia, dove i positivi sono in tutto 6.597.  A Como il numero totale dei contagiati è di 706 (+71 nelle ultime 24 ore), mentre nella provincia di Cremona si registrano 3.156 positivi (+95 rispetto a ieri). I contagiati a Lecco sono 1.076 (+61) e nella provincia di Monza e Brianza 1.587 (+133). In calo il numero di positivi al coronavirus a Mantova, per un totale di 1.176 (+83). A Pavia si registrano 1.578 casi (+79), 284 a Sondrio, con un amento di 31 casi e a Varese i positivi sono 468 (+18). I dati del Lodigiano, primo focolaio covid-19 d'Italia, infondono una cauta speranza. La provincia di Lodi oggi registra soli 24 casi e per il secondo giorno consecutivo a Codogno non ci sono casi di contagio.

Gallera: pressione ridotta su pronto soccorso

"I dati trovano conferma nella voce della trincea, dei pronto soccorso – ha detto Gallera -. Il quadro che ne emerge è una costanza. In questi giorni abbiamo fatto uno scalino verso il basso, un elemento positivo. Ci deve dare ancora più forza nella nostra scelta. Abbiamo avuto un trend in calo da week-end e ora ci siamo attestati su una linea più bassa. Anche i presidi in trincea ci dicono questo. Questo è un dato consolidato che ci deve portare intensificare gli sforzi e a dire che abbiamo un motivo in più per stare a casa. Il sacrificio che stiamo facendo sta dando risultati". 

Nelle aree a rischio

"Inizialmente è stata travolta Lodi e lì sono stati mandati medici mlitari – ha detto Gallera ripercorrendo la "mappa dell'emergenza Covid-19" in Lombardia -. Poi in crisi sono andate Crema e Cremona, dove abbiamo allestito ospedali da campo (della Ong americana e presidio gestito da medici cubani). Poi si è attestata la grande sofferenza della Bergamasca ed è stato creato ospedale da campo degli alpini. Infine è esplosa la zona di Brescia. Qui non è stato realizzato ospedale da campo ma grazie a capacità direzione generale e strategica del Civili sono stati recuperati posti in aree prima non utilizzate. Da domani in strutture di riabilitazione del territorio apriremo nuovi posti letto, frutto della sinergia tra pubblico e privato. Il 20% del personale reclutato è stato destinato a sostenere fatiche degli ospedali bresciani".

I tamponi

"Il problema oggi non è a chi fare e non fare il tampone perché è evidente che il numero di persone che potenzialmente possono avere il Covid è alto. Quello che facciamo è considerare potenzialmente Covid tutti, dal raffreddore in su e avviare il monitoraggio con i medici di medicina generale": ha ribadito Gallera.  L'assessore regionale ha sottolineato che c'è "un sistema territoriale forte e attento alle esigenze dei cittadini che facendo perno sui medici di medicina generale aiuterà tutti a gestire questa fase complicata"."Non sta a noi dire se facciamo meglio o peggio degli altri“ ha anche detto "ma stiamo mettendo in campo tutte le nostre energie per curare al meglio tutti". Oggi intanto 81 sindaci della Città Metropolitana di Milano, civici, di centrosinistra e di centrodestra, ad eccezione di quelli della Lega, hanno firmato un appello rivolto a Regione Lombardia, in cui chiedono un cambio di strategia contro il coronavirus, con l'attivazione della sorveglianza attiva.

Il problema bombole d'ossigeno

Anche nella fornitura di ossigeno in Lombardia si ha una situazione a dir poco difficile dato le esigenze che hanno gli ospedali e anche i malati che si trovano a domicilio. Anche in questo caso "si è creata una situazione di crash" ha spiegato Gallera, dicendo di aver parlato nella notte con il presidente di Assogas tecnici. "Mi ha detto che sono recuperate le bombole negli scantinati, che si usano anche vecchi contenitori e che tutte le aziende lavorano insieme per dare una risposta" alla domanda. Il problema infatti non riguarda tanto l'ossigeno quanto le bombole che prima di essere riutilizzate devono essere sanificate, procedura che richiede "tempi diversi - ha sottolineato l'assessore al Bilancio Davide Caparini - da quelli dell'emergenza". 

I decessi in casa

"Il numero di decessi che noi aggiorniamo sono coloro che hanno fatto il tampone e poi sono deceduti: mediamente chi fa il tampone è poi quello che viene ricoverato. Può essere che ci siano state persone rimaste al domicilio pur avendo fatto il tampone" ha spiegato l'assessore Gallera rispondendo alla domanda di un cittadino che gli aveva chiesto se tra i decessi vengano conteggiati anche i deceduti al domicilio.

Bertolaso ricoverato

È ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano Guido Bertolaso, l'ex capo della protezione civile chiamato dal presidente della Lombardia Attilio Fontana come consulente per il progetto del nuovo ospedale in fiera dedicato ai pazienti Covid-19. Il ricovero sarebbe avvenuto nel primo pomeriggio di ieri: "Da ieri Bertolaso ha un po' di febbre, sta continuando a fare gli accertamenti, la lastra ai polmoni è risultata pulita quindi le sue condizioni attuali non preoccupano", fa sapere chi è in contatto costante con lui. Ieri aveva annunciato di essere positivo al coronavirus. Gallera ha spiegato di aver sentito Bertolaso "tre volte oggi. È sempre più sul pezzo. Lo ringraziamo per quello che sta facendo e lui - ha concluso - sente i lombardi vicini".

Requisiti farmaci 

I Carabinieri del Nas di Milano hanno eseguito un provvedimento di requisizione, emesso dal commissario straordinario all'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri, di 1.933.635 flaconi oggetto di vincolo, di cui 1.051.715 pronti per la distribuzione, di un medicinale anestetico utilizzato in rianimazione e sala operatoria. "L'ingente stock di farmaco - sottolineano i militari - detenuto presso il deposito di un'azienda farmaceutica lombarda e destinato al mercato estero, sarà redistribuito per soddisfare le esigenze nazionali per il contenimento dell'epidemia.

Presto il primo modulo dell'ospedale in Fiera

Sull'ospedale Fiera di Milano saranno rispettati i tempi dati. A confermarlo Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano. "Sarà un ospedale temporaneo, speriamo che duri poco, ma sarà una diga che sarà pronta in pochi giorni, tra pochi giorni consegneremo il primo modulo. Oggi è il sesto giorno di cantiere e contiamo di rispettare gli impegni che ci siamo presi. Oltre 200 persone al giorno lavorano su tre turni, in 24 ore. I posti letto saranno circa 250, stiamo finalizzando il layout perché il  progetto è dinamico, in particolare un padiglione ospiterà circa 145 letti di terapia intensiva". Il presidente della Regione Fontana ha detto che "è questione di giorni, giorno più, giorno meno".