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Coronavirus, boom di intossicazioni da disinfettanti:+65%. I più a rischio sono i bambini

Centro Antiveleni del Niguarda: intossicazioni pediatriche in aumento del 135%. L'errore più comune è lasciare bottigliette a portata dei più piccoli

L'ospedale Niguarda

Milano, 24 marzo 2020 - Allarme per la crescita dei casi intossicazioni da disinfettanti. A renderlo noto il Centro Antiveleni dell'Ospedale Niguarda. Dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, infatti, le richieste di consulenza per intossicazione da disinfettanti (prodotti ampiamente utilizzati in questo periodo) è aumentata circa del 65%, e fino al 135% nella fascia di età inferiore ai 5 anni perché spesso i disinfettanti fatti in casa vengono messe in bottigliette non etichettate spesso alla porta dei bambini che li ingeriscono

"C'è chi seguendo tutorial online e "ricette fai da te", prepara miscele di sostanze chimiche non compatibili tra loro - spiega Franca Davanzo, direttore del Centro Antiveleni di Niguarda -. Chi imbeve le mascherine con quantità eccessive e poi le indossa, inalando un elevato dosaggio di sostanze chimiche. C'è anche chi, e sono purtroppo i casi più frequenti, riempie la casa di bottiglie di disinfettati commerciali o preparati artigianalmente, e li lascia, magari in bottigliette non etichettate, alla portata dei bambini. E proprio loro risultano i più esposti, l'incremento delle intossicazioni pediatriche è infatti del 135%. Proprio per loro dobbiamo prestare la massima attenzione, i più piccoli infatti trovano in casa questi contenitori non custoditi e li ingeriscono accidentalmente". 

Le raccomandazioni 

In questi casi valgono le raccomandazioni di sempre: non lasciare i contenitori dei prodotti alla portata dei bambini e in caso di ingestione prima di recarsi in pronto soccorso è bene chiamare il centro antiveleni allo 02 66 10 10 29. In questo modo la gestione telefonica dell'emergenza consente di capire se è necessario o meno un successivo accesso al pronto soccorso.

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