Walter Bergamaschi, direttore generale dell’Ats Metropolitana di Milano
Walter Bergamaschi, direttore generale dell’Ats Metropolitana di Milano

Milano, 20 ottobre 2020 - Non c’è 007 dei contagi che tenga, in una metropoli da 1,3 milioni di abitanti che in sei giorni arriva a contare 3.420 nuovi casi di coronavirus, mentre l’intera provincia, che di abitanti ne ha milioni 3,2, ne accumula 7.069 sempre in meno di una settimana. Ieri, col rallentamento domenicale fisiologico dei laboratori, i 14.577 tamponi caricati in Lombardia individuavano nel Milanese 814 nuovi contagiati, di cui ben 436 in città; sabato, con 30.981 test, l’area metropolitana toccava 1.463 nuovi infettati e Milano da sola 727.

Così l’Ats Metropolitana di Milano, che ha lanciato un appello ai cittadini "a fare ciascuno la propria parte", si prepara a dar loro un altro strumento oltre alle norme di distanziamento, igienizzazione e mascherina: "Nei prossimi giorni - annuncia il direttore generale Walter Bergamaschi - avvieremo un portale dedicato al contact tracing : chi è a casa in isolamento perché positivo al Sars-CoV-2 potrà accedere per aiutarci nell’indagine epidemiologica, fornendo indicazioni sui propri conviventi e contatti, e anche prenotarsi autonomamente i tamponi “di guarigione“".

Ieri Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats ed epidemiologo restìo a indorare la pillola, a Sky Tg24 ha spiegato che oggi "il contagio circola più velocemente nelle zone meno colpite la volta scorsa, quando è intervenuto il lockdown" a salvare Milano che "era stata colpita marginalmente". "Quello che ci preoccupa - ha messo in chiaro - è che non sappiamo esattamente in una metropoli la velocità del fenomeno. Ciascuno di noi dovrà rinunciare a qualcosa, perché in questo momento la fase del contenimento purtroppo è inefficace. Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere noi attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa".

Parole dure, che hanno fatto scattare Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Pd, secondo la quale quella del ds Demicheli è "un’ammissione da brividi. Come è possibile che l’Agenzia deputata alla tutela della salute dichiari di non avere il controllo sui contagi?", attacca Roggiani, secondo la quale "ci troviamo a dover subire l’ennesimo fallimento in Lombardia" perché "sappiamo bene che in attesa del vaccino il solo modo per bloccare la diffusione del contagio, assieme ai comportamenti responsabili, è il tracciamento a tappeto". L’esponente dem esorta la Regione "a seguire l’esempio" dell’Emilia-Romagna, dove "nelle farmacie sono disponibili test sierologici rapidi e gratuiti". E però i test sierologici, la corregge il direttore dell’Ats Bergamaschi, misurano gli anticorpi e non possono diagnosticare il coronavirus: "Non servono a nulla per prevenire la diffusione del contagio, perché dicono, con un ritardo di un paio di settimane, se una persona abbia incontrato o meno un virus".

«Non è vero che a Milano siamo allo sbando – chiarisce il dg Bergamaschi –. I laboratori hanno il mandato di informare immediatamente tutte le persone che risultano positive al tampone. Il referto, anche se il test è negativo, viene pubblicato sul fascicolo sanitario dell’interessato e il medico di famiglia o pediatra curante ricevono un’informativa sul portale di sorveglianza, attività nella quale sono coinvolti". Il problema segnalato da Demicheli, continua il dg, "riguarda l’indagine epidemiologica, che serve a risalire ai contatti stretti di un caso positivo per metterli in isolamento". E al momento, "anche se abbiamo triplicato il personale dedicato, da 45 a 150 persone, quest’attività richiede ore di lavoro su ciascun caso, soprattutto in un contesto come l’attuale in cui i contatti sociali sono estremamente vari e complessi. È inevitabile che a fronte di un aumento esponenziale contagi si creino code. L’Ats deve agire per priorità e la priorità sono i casi in ambito scolastico, nel quale in poche settimane abbiamo isolato migliaia di persone".

Bergamaschi smonta anche l’assunto di Roggiani sul potere del contact tracing nella situazione attuale: "Mi chiedo dove viva la segretaria del Pd, se si sia accorta che tra città e hinterland siamo arrivati ad avere quasi 1.500 nuovi positivi in un giorno. Il direttore sanitario non ha detto che non siamo in grado di controllare e gestire la situazione, ma che quando i casi aumentano esponenzialmente non solo diventa sostanzialmente impossibile tenere il passo del tracciamento, ma, come rimarcano tutti gli esperti, a un certo livello di diffusione dell’epidemia non è più possibile contenere il virus attraverso il contact tracing e sono necessarie misure di mitigazione dei contatti sociali". L’epidemiologo Demicheli a Sky l’aveva spiegato: "In una pandemia, quando si raggiungono certi numeri si deve interrompere la fase del contenimento e passare a quella della mitigazione. Invitiamo le autorità a prendere delle decisioni un po’ più incisive", anche perché "quando abbiamo chiuso le attività alle 18 nella curva epidemiologica c’è stata una frenata brusca".