Fabrizio Corona

Milano, 23 marzo 2017 - La società di promozione e organizzazione eventi "Atena", in cui Fabrizio Corona risultava formalmente come collaboratore con stipendio mensile ma che sarebbe stata riconducibile a lui, "guadagnava tanto, i clienti facevano la fila per lavorare con noi".  E' quanto ha riferito stamane in aula una delle dipendenti della società,sentita come teste al processo che vede l'ex agente fotografico imputato insieme alla collaboratrice Francesca Persi per quei circa 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto, in parte in Austria. Nella prossima udienza, fissata per il 30 marzo, dovrebbe concludersi l'esame dei testimoni del pm, mentre il 6 aprile dovrebbe svolgersi l'interrogatorio in aula dell'imputato Corona. 

La ragazza ha riferito di avere ricevuto sempre pagamenti mensili "in contanti" per il suo lavoro. Con le stesse modalità, ha spiegato, venivano pagati altri lavoratori, tra cui Geraldine Darù, collaboratrice e "grande accusatrice" di Corona. «Ogni mese - ha spiegato la teste rispondendo alle domande del collegio della prima sezione penale, presieduto da Guido Salvini - Francesca o Fabrizio ci facevano trovare il nostro compenso mensile sulla scrivania. Erano soldi in contanti". Perdon ha, dunque, spiegato che anche altri fornitori, tra cui alcuni autori di servizi fotografici, "venivano pagati in contanti".