Alexander Boettcher
Alexander Boettcher

Milano, 29 febbraio 2016 -  "Il padrone deve marchiare il suo bestiame". Questo è ciò che avrebbe scritto Alexander BoettcherMartina Levato secondo quanto riportato dal legale di parte civile Paolo Rosoni. Boettcher è sotto processo a Milano per una serie di aggressioni con l'acido compiute con l'amante Martina Levato, già condannata a 14 e 16 anni. Questa ed altre chat, come fotografie e video, fanno parte del nuovo materiale estrapolato nei giorni scorsi dal telefono di Alex, da cui già nelle scorse settimane erano saltati fuori filmati definiti dal pm di Milano Marcello Musso di «sadismo puro».

I NUOVI MESSAGGI - Dalle nuove estrapolazioni (le parti civili depositeranno nell'udienza di oggi le loro relazioni) sono venuti a galla nuovi video su «plurime marchiature», come spiegato dall'avvocato, «anche nelle parti intime» di Martina. E anche un messaggio chat di Boettcher a un'amica «molto significativo», ha chiarito il legale, per quanto riguarda la «sua partecipazione» alla tentata aggressione a Giuliano Carparelli. Le nuove analisi dei consulenti delle parti civili avrebbero anche evidenziato che dopo l'arresto del 28 dicembre 2014 dal pc di Boettcher sarebbero state cancellate, a gennaio 2015, alcune cartelle contenenti «anche foto di Pietro Barbini», sfigurato con l'acido, e «gli screenshot delle conversazioni tra Boettcher e Levato su Barbini». I nuovi dati raccolti, secondo l'avvocato Tosoni, dunque, sono una «conferma significativa alla partecipazione di Boettcher agli agguati e al suo ruolo». Nelle nuove chat estrapolate dal telefono di Alexander Boettcher, il broker sotto processo a Milano per una serie di aggressioni con l'acido, si trova «una Martina Levato disposta a tutto per quest'uomo che si fa chiamare 'Dio' e il suo 'padrone' e che si mostra turbato perché lei non è 'pura'». Lo ha spiegato in una pausa dell'udienza di oggi il legale di parte civile, l'avvocato Paolo Tosoni, facendo riferimento ai nuovi dati rintracciati nei giorni scorsi nello smartphone dell'imputato. E' indicativo inoltre «il silenzio dei telefoni di Boettcher e Levato nei giorni clou e negli orari degli agguati», che dimostrerebbe la cautela della coppia.

IL PERITO INFORMATICO - Un altro iPhone al centro di un indagine, ma a differenza della strage di San Bernardino che ha innescato la contrapposizione Fbi-Apple, nel caso del processo per le aggressioni con l' acido in corso a Milano è stato possibile accedere, almeno in parte, ai contenuti del telefonino dell'imputato Alexander Boettcher, pur non disponendo del codice pin, che Boettcher non ha mai voluto comunicare agli inquirenti, né del supporto di Apple. Il punto, come ha spiegato il perito nominato dal Tribunale Mattia Epifani, sta nel sistema operativo dell'iPhone 5 di Boettcher. "Non serve l'intervento di Apple per questo tipo di attività - ha detto Epifani -. Per quello specifico modello di telefono e quella specifica versione del sistema operativo esistono software che permettono di bypassare questa protezione e quindi estrarre tutto il contenuto, ivi comprese le mail. Il problema è diverso rispetto a quello di cui si parla tra Apple ed Fbi, la differenza sta nella versione del sistema operativo: il telefono sequestrato e che noi abbiamo analizzato ha il sistema operativo Ios 8, quindi la penultima versione, quello oggetto dell'acquisizione richiesta dall'Fbi ha Ios 9. Su Ios 8 le tecniche di analisiforense hanno già trovato un modo per bypassare il sistema di protezione Apple, su Ios 9 no. Non so dire se domani qualcuno ci riuscirà senza bisogno del supporto di Apple".

I TECNICI ISRAELIANI - Ad aggirare il blocco Apple, a quanto si apprende, sarebbero stati i tecnici di una società israeliana, ma le procedure, comunque, non sono esenti da rischi sull'integrità del telefono analizzato. "L'estrazione delle mail - ha aggiunto Epifani - è possibile, richiede un'operazione invasiva sul dispositivo, che rischia di compromettere l'integrità del telefono e dei dati in esso contenuti. Poiché si tratta di un reperto posto sotto sequestro, seppur fossimo in contraddittorio, quindi con la presenza di tutte le parti, in questa prima fase abbiamo preferito non farlo, anche perché nessuno ha manifestato la diretta esigenza di estrarre la mail, né la difesa né la parte civile. Come ho detto al giudice, è una operazione che tecnicamente si può provare, con dei rischi, però avendo già fatto una prima estrazione ora possiamo dire di aver congelato i dati e di aver estratto una parte. Se riterranno di volerlo fare proveremo a farlo".

LE RICERCHE WEB - Dal telefono di Alexander Boettcher, il broker imputato a Milano per una serie di aggressioni con l'acido, sono saltate fuori, stando al materiale depositato oggi in udienza dalle parti civili, alcune ricerche web sugli effetti dell'evirazione fatte proprio il 20 maggio 2014, il giorno in cui l'amante di Alex, Martina Levato, tentò di evirare Antonio Margarito. Le pagine web sugli effetti delle «pugnalate» nelle evirazioni sono solo una piccola parte del corposo materiale prodotto dai legali delle parti civili, gli avvocati Paolo Tosoni, Roberto Parente, Benedetta Maggioni, Andrea Orabona e Chiara Graffer. Negli atti depositati, oltre a numerose chat, video, foto e audio, si legge anche che dal 19 luglio 2014, prima dunque delle aggressioni con l'acido, dal telefono di Boettcher sarebbe stata tolta la possibilità di «geolocalizzare» il dispositivo.