Milano - Le falle del sistema anti incendio e la correttezza dell'uso dei pannelli della "vela". Sono questi, in particolare, i nodi da sciogliere nell'inchiesta sul rogo della Torre dei Moro, il grattacielo di 18 piani che ha preso fuoco il 29 agosto scorso a 
Milano, senza per fortuna causare né vittime né feriti. E su questi nodi si concentrerà la consulenza ad ampio raggio che è stata disposta dalla Procura di Milano, affidata ad un esperto, un architetto 

La facciata ha preso fuoco in pochi minuti

Uno dei temi delle indagini per disastro colposo del dipartimento guidato dall'aggiunto Tiziana Siciliano e, dunque, anche della consulenza appena disposta, è verificare se ci siano state delle falle dal punto di vista della sicurezza e, in particolare, nel materiale usato per la realizzazione della "vela" esterna. La facciata, infatti, ha preso fuoco in pochi minuti perché i pannelli erano fatti di materiale "altamente infiammabile". Si deve capire, anche attraverso l'acquisizione e lo studio dei documenti, per quale uso erano stati omologati quei pannelli prodotti dalla Alucoil, una società spagnola, e forniti alla Aza Aghito Zambonini, che ha realizzato il rivestimento esterno, su commissione della Moro costruzioni. Gli investigatori dovranno verificare se di quei pannelli infiammabili (omologati da un istituto che si occupa di certificazioni) sia stato fatto un uso regolare rispetto a quello per cui erano stati omologati. Tutti temi, come pure quelli relativi all'origine del rogo dovuto ad una causa accidentale (il cosiddetto "effetto lente" oppure una sigaretta tra le ipotesi), che saranno al centro della consulenza affidata dai pm. È certo, poi, che sul balcone dell'appartamento al 15esimo piano, da cui è scaturito il maxi  incendio, erano presenti dei sacchi con dentro dei rifiuti.

Contributo del Comune

Intanto è notizia di tre giorni fa l'attivazione, da parte del Comune di Milano, di contributi straordinari fino a 400.000 euro per gli abitanti della Torre dei Moro di via Antonini e di alcuni stabili limitrofi (i civici 20, 32 e 36), i cui appartamenti sono stati danneggiati o resi momentaneamente inagibili. Un primo contributo, necessario per supportare la prima fase emergenziale, viene riconosciuto a tutti indistintamente: si tratta di un importo fino a 1.500 euro per sostenere le spese di alloggi in albergo o altre strutture temporanee per il primo mese, e di altri 500 euro utili per l'acquisto di effetti personali e generi di prima necessità andati persi nell'incendio o comunque al momento non recuperabili.

Verrà inoltre attribuito un contributo mensile (fino a 5 mesi) per il periodo successivo, variabile a seconda della composizione del nucleo familiare (500 euro al mese per famiglie di uno o due componenti, 700 se i componenti sono tre o quattro, 900 in caso siano di più). Questo secondo contributo verrà riconosciuto ai proprietari residenti, per i quali l'abitazione ora inutilizzabile rappresenta la prima casa o l'unica abitazione possibile e sarà soggeto a un criterio di proporzionalità basato sugli ultimi redditi dichiarati. Si avrà infatti il 100% con redditi fino a 40mila euro, soglia oltre la quale verrà rimodulato anche a seconda del numero di componenti della famiglia, fino al limite massimo di 96.000 euro. Accordata anche una dilazione fino al 31 dicembre per la riscossione di quote contributive relative ai nidi d'infanzia/sezioni primavera e più in generale per le quote di contributo relative ai servizi erogati direttamente e non dal Comune di Milano. Sospeso anche l'invio degli avvisi relativi al tributo sui rifiuti per l'anno in corso con l'importo che sarà inviato entro il 31 dicembre.