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15 giu 2022

Imprenditore già condannato per associazione mafiosa usa prestanome: sequestrate 4 aziende

L'uomo, residente in provincia di Milano, opera nel settore delle cave

15 giu 2022
Il frame del video diffuso il 18 luglio 2014 dalla Direzione Investigativa Antimafia mostra un momento dell'operazione che ha portato al sequestro nel Palermitano del patrimonio riconducibile all'imprenditore Stefano Parra, 47 anni, imprenditore di Partinico (Palermo) del settore delle cave, del calcestruzzo ed edile, condannato per mafia. Il valore del patrimonio sequestrato � di oltre 360 milioni di euro. Tra i beni cave, societ�, immobili, rapporti finanziari. Parra � ritenuto collettore degli interessi mafiosi nel territorio di Partinico sia nella gestione delle cave, connessa alla commercializzazione delle materie prime riferite all'attivit� estrattiva, sia nell'aggiudicazione di appalti pubblici. ANSA/ DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA  ++ HO - NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++
Agenti Dia in azione (Ansa)
Il frame del video diffuso il 18 luglio 2014 dalla Direzione Investigativa Antimafia mostra un momento dell'operazione che ha portato al sequestro nel Palermitano del patrimonio riconducibile all'imprenditore Stefano Parra, 47 anni, imprenditore di Partinico (Palermo) del settore delle cave, del calcestruzzo ed edile, condannato per mafia. Il valore del patrimonio sequestrato � di oltre 360 milioni di euro. Tra i beni cave, societ�, immobili, rapporti finanziari. Parra � ritenuto collettore degli interessi mafiosi nel territorio di Partinico sia nella gestione delle cave, connessa alla commercializzazione delle materie prime riferite all'attivit� estrattiva, sia nell'aggiudicazione di appalti pubblici. ANSA/ DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA  ++ HO - NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++
Agenti Dia in azione (Ansa)

Era già stato condannato per traffico di stupefacenti e associazione mafiosa, eppure questo non gli ha impedito di continuare a gestire i propri traffici. Come? Attraverso dei prestanome, con i quali aggirava la normativa antimafia. La Direzione investigativa antimafia di Milano ha dato esecuzione ai provvedimenti cautelari nei confronti di Pietro Paolo Portolesi, imprenditore di origine calabrese e residente in provincia di Milano, per il quale sono stati disposti arresti domiciliari e sequestro di beni per oltre cinque milioni di euro. E' stato eseguito il sequestro preventivo - provvedimento che viene assunto quando è necessario bloccare la possibile prosecuzione di un reato - di quattro complessi aziendali, con volumi d'affari nell'ultimo anno di oltre 8 milioni di euro, numerosi beni mobili strumentali e conti correnti. L'imprenditore operava nel settore delle cave, del trasporto e dello stoccaggio di materiali inerti e di rifiuti da demolizione, formalmente gestito da prestanome, ma nei fatti diretto unicamente dall'indagato.

Una delle società riconducibili a Portolesi si sarebbe infiltrata come "sito di conferimento delle macerie nei lavori oggi in corso di esecuzione all'interno del cantiere per la realizzazione (anche) del villaggio olimpico per i Giochi invernali dell'anno 2026", ossia per le "opere connesse alla riqualificazione dello scalo ferroviario di Milano-Porta Romana". Lo si legge nell'ordinanza firmata dal gip Anna Calabi, su richiesta del pm Silvia Bonardi.

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