Per l'autunno sembra prospettarsi un certo vuoto delle cattedre a scuola
Per l'autunno sembra prospettarsi un certo vuoto delle cattedre a scuola

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Milano - In 5.137 si erano presentati in Lombardia per il concorso Stem, chiamato a risolvere una carenza “storica“: la mancanza di professori di matematica e delle materie tecnico-scientifiche per le scuole medie e per le superiori. Solo uno su quattro ha passato il primo step, la prova scritta. E in alcune classi di concorso i promossi sono ancora meno. Una su tutte: Fisica (classe A20): meno del 10% ha superato il test a crocette. nella A26 (Matematica) e A27 (Matematica e Fisica insieme) siamo al 16%. Meglio solo Matematica e Scienze (A28) per la quale correvano più candidati in assoluto: 3.346, sono stati “bocciati“ 2.439. Risultati“migliori“ per la A041 - Scienze e tecnologie informatiche: passa all’orale il 36%.

"Una strage", non usa mezzi termini Tobia Sertori, segretario Flc Cgil Lombardia. "Una strage a livello nazionale, non solo lombardo – precisa – sul quale il ministero stesso si deve interrogare. Anche perché i candidati sono tutti laureati nella materia richiesta e hanno conseguito in aggiunta i 24 crediti richiesti per potere insegnare. C’è qualcosa che non va nella modalità, nella tipologia di domande che non corrispondono a quello che saranno chiamati a fare nel loro percorso di insegnamento". In tutta Italia, sono sono 6.129 i posti messi a bando, suddivisi fra le varie discipline.

"Questo concorso, chiamato a velocizzare il reclutamento, di fatto non velocizza nulla – fa i conti Massimiliano Sambruna, Cisl Scuola Milano – perché non risolverà il problema che abbiamo della copertura dei posti. Aspettiamo di conoscere tutti i dati per un commento oggettivo, ma probabilmente questa tipologia non funziona e il percorso formativo che hanno fatto per arrivare alla laurea non corrisponde con quello che affrontano in prova". Gli scritti servivano a dare una “scremata“, ma nessuno si aspettava togliessero il 75% dei candidati a pochi chilometri dal via. "E questo non favorisce il raggiungimento dell’obiettivo che lo stesso ministero si è prefissato: stabilizzare e coprire i posti vacanti. Già in Lombardia gli aspiranti insegnanti mancano anche alle primarie: i laureati in scienze della formazione sono spinti da vera passione, visti gli stipendi esigui".

Alle medie e alle superiori, poi, non mancano solo gli insegnanti di materie scientifiche. «Alle medie addirittura c’è stato il sorpasso: mancano più docenti di italiano che di matematica – spiega Sambruna – e spuntano nuove classi di concorso rimaste senza docenti, come per esempio educazione fisica ed educazione tecnica alle medie, più “vuota“ delle lingue. E pensare che 20 anni fa era una delle classi di concorso con più esuberi in assoluto nella provincia di Milano". Situazione ribaltata: offerta e domanda non si incontrano. Restano invece “congestionate“ Diritto e Filosofia, seguite con gran distacco da Musica e Arte. In vista della ripartenza a settembre i sindacati suonano la sveglia.

"Manca ancora il contingente che sarà assegnato alla Lombardia, lo attendiamo a giorni. Senza di quello il cronoprogramma non può procedere". L’obiettivo è chiudere le procedure entro il 31 luglio per proseguire a ruota con le supplenze e centrare un obiettivo: tutti in classe il primo giorno di scuola. "Lo scorso anno le nomine erano proseguite fino a novembre – ricorda Sertori –. Speriamo che si velocizzi anche perché, vista la situazione pandemica, la mancanza di spazi e la situazione trasporti sono tanti i nodi da sciogliere e di tempo ce n’è davvero poco".