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29 apr 2022

Bufera sui concorsi truccati: indagata docente della Bicocca

Stefania Ninatti che insegna diritto Costituzionale è finita nel mirino della Procura di Genova. Sono in corso le perquisizioni della Finanza negli uffici dell’ateneo e nelle abitazioni private

anna giorgi
Cronaca
Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

Milano, 30 aprile 2022 - Dodici docenti dell’Università di Genova, appartenenti al dipartimento di Giurisprudenza, sono indagati nell’ambito di un’inchiesta su concorsi truccati e rispondono a vario titolo di turbativa d’asta, traffico d’influenze e rivelazione di segreto d’ufficio. Tra questi una, Stefania Ninatti, docente di Diritto Costituzionale, insegna alla Bicocca. I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria, guidati dal colonnello Andrea Fiducia, ieri hanno bussato alle abitazioni di quasi tutti i docenti.

Le contestazioni che hanno scatenato una bufera nell’ateneo riguardano lo scambio di favori, di volta in volta. Amicizie e parentele per far carriera, per orientare le commissioni sulle nomine a ricercatori e docenti dell’università. Le procedure selettive oggetto di attenzione degli inquirenti riguardano gli assegni di ricerca in diritto Tributario, in Diritto Costituzionale e in Istituzioni di Diritto Pubblico, un posto di ricercatore e uno di professore associato di Diritto Costituzionale. "In relazione a tali procedure - si legge nella nota emessa dalla procura - sono in corso di esecuzione provvedimenti di esibizione atti e documenti nonché acquisizioni informatiche presso gli uffici amministrativi e il centro elaborazione dati dell’Ateneo".

La Guardia di Finanza ha sequestrato computer, documenti, delibere e atti: materiale relativo a 6 procedure di selezione per altrettante assegnazioni di docenze e dottorati di ricerca. Tra questi l’attribuzione di un assegno di ricerca in Diritto tributario della durata di un anno e di importo lordo pari a 19.367 euro. L’indagine è nata dopo che il Tar a novembre 2020 aveva annullato, su ricorso di una candidata esclusa, un concorso da ricercatore in diritto tributario che era stato vinto dal figlio dei uno dei docenti indagati. Poco dopo era arrivato in Procura l’esposto di un candidato al posto di docente di seconda fascia. Agli indagati, a vario titolo, si contestano i reati di "turbativa, traffico di influenze illecite, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio". Tanto che la Procura, per stroncare questo meccanismo perverso, già due mesi addietro avrebbe chiesto delle misure cautelari: personali e interdittive. Ieri, il rettore dell’ateneo Federico Delfino è stato informato delle perquisizioni mentre era impegnato in un consiglio di amministrazione.

A caldo non ha voluto commentare: "È una vicenda spessa e delicata, preferisco un atteggiamento di retrovia". Più tardi, però, ha diramato un comunicato: "Prendo atto dei decreti e degli ordini di esibizione atti emessi dalla Procura e desidero, innanzitutto, sottolineare che la giustizia va rispettata e deve fare il suo corso. Se saranno accertate mancanze o responsabilità, l’Università di Genova adotterà i provvedimenti conseguenti".

 

 

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