Lara Comi, ex parlamentare di Forza Italia, da due giorni è agli arresti domiciliari
Lara Comi, ex parlamentare di Forza Italia, da due giorni è agli arresti domiciliari

Milano, 16 novembre 2019 - Lara, Nino e gli amici suoi. Era una specie di “cerchio magico“ quello che gravitava apparentemente intorno alla giovane europarlamentare forzista Lara Comi (da due giorni ai domiciliari) ma in realtà a Nino Caianiello, il coordinatore ombra di Forza Italia nel Varesotto, arrestato nel maggio scorso e da un po’ molto collaborativo con i magistrati. Per una delle accuse che la Procura contesta a lei, quella di truffa ai danni della Ue, tutto ruotava attorno agli assistenti cui un deputato europeo ha diritto. L’intento di Comi era quello di assumere (e far pagare dall’istituzione europea) un collaboratore fittizio per poter destinare i denari di quello stipendio proprio al “burattinaio“ Caianiello. Prima soluzione trovata: un contratto come “badante” per il commercialista Vittorio De Risi, uomo di fiducia di Nino. Ma non funziona, perché contributi e tasse si portano via metà della somma.

«M’ha chiamato il suo (della Comi ndr) commercialista – si lamenta nel giugno 2018 De Risi parlando (intercettato) con Nino il “ras” e l’altro suo amico Carmine Gorrasi, consigliere comunale di Busto Arsizio – m’ha detto che mi fanno un contratto tipo badante, tipo filippina, io sono il filippino della Comi!». In precedenza, del resto, la giovane Lara aveva sperimentato soluzioni più dirette. Agli atti dell’inchiesta risulta che da novembre a fine dicembre 2016, per esempio, aveva assunto come collaboratore parlamentare a 40 ore settimanali - per 2.450 euro lordi - direttamente Caianiello. A sua insaputa, sostiene però lui davanti ai pm: «Non ricordo di avere svolto questo incarico e comunque nego di aver svolto un’attività diversa da quella che già da dieci anni svolgevo a favore del partito». Alla fine, comunque, viene scelto per il trucco l’addetto stampa di Comi Andrea Aliverti, già assunto a maggio 2018 con contratto da 1.085 euro al mese, ma firmatario dopo sei mesi di un secondo contratto, stavolta per 3.495 euro. Ma - sostiene il gip Raffella Mascarino nell’ordinanza - «previo accordo di consegnare» una parte, «circa 1.500 euro mensili in contanti» a Gorrasi «per il pagamento delle spese delle strutture di Forza Italia nelle provincia di Varese e per retrocedere una parte a Caianiello». Gira e rigira, sempre a Nino si ritorna.