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25 feb 2022

"Hai una sigaretta?". Poi il raid a coltellate in Bovisa: il racconto choc

Studente di Ingegneria spaziale del Politecnico rapinato da tre ragazzi e ferito al torace. La famiglia: ha un polmone lesionato

giulia bonezzi e nicola palma
Cronaca
Il 22enne è stato ricoverato al Niguarda dopo l’accoltellamento
Il 22enne è stato ricoverato al Niguarda dopo l’accoltellamento

Milano, 26 febbraio 2022 -  La solita scusa della sigaretta. Poi la lama puntata al collo e il calcio alle gambe per fargli perdere l’equilibrio. La rapina della borsa e la coltellata al costato per vincere la resistenza della vittima designata. È la cronaca della brutale aggressione subìta mercoledì sera da uno studente universitario ventiduenne veneto che chiameremo Alessandro. Il fendente, probabilmente sferrato con un taglierino, ha bucato giacca e felpa e ha colpito il polmone sinistro, lesionandolo. 
Il giovane universitario è ricoverato al Niguarda in prognosi riservata per uno pneumotorace (presenza di aria tra il polmone e la parete toracica) provocato proprio dal colpo ricevuto: gli è stato applicato un drenaggio toracico, e se non ci saranno complicazioni tra qualche giorno verrà dimesso.  "Denunciamo pubblicamente il fatto perché lo Stato, la Regione e il Comune, oltre che la politica, possano attivarsi per fermare il fenomeno delle gang", scrive in una lettera-appello al Giorno il fratello di Alessandro, a sua volta vittima di un raid di gruppo andato in scena poco meno di un anno fa a Vicenza.

La ricostruzione del blitz ci riporta alle 21.30 di tre giorni fa. Il ventiduenne, reduce da qualche ora trascorsa in palestra, scende alla fermata Villapizzone del Passante ferroviario e si incammina verso casa: la sua facoltà ha sede nel campus del Politecnico in zona Bovisa, e lui abita in affitto proprio da quelle parti. In via Lambruschini, il ragazzo si ritrova davanti tre giovani, che lui descriverà come probabilmente di origine nordafricana. "Scusa, avresti una sigaretta?", chiede uno di loro. Alessandro fa giusto in tempo a rispondere "No, mi spiace" prima di essere travolto da una scarica di pugni alle tempie. Lui resta in piedi, gli altri incalzano minacciosi: "Se non hai le sigarette, dacci tutto quello che hai". Il ventiduenne difende strenuamente il cellulare, la borsa della palestra e il portafogli, ma uno dei tre gli punta il taglierino al collo, provocandogli un taglio superficiale. Qualche secondo dopo, il ventiduenne si ritrova a terra, sopra la borsa da palestra, steso da un calcio alle spalle. 

È in quel momento che il ragazzo armato di taglierino sferra il colpo, per poi impossessarsi della borsa (che conteneva solo abiti) e allontanarsi di corsa insieme agli altri due. A caldo, l’universitario non sembra accorgersi della ferita: si rialza e chiede aiuto agli operatori di un residence vicino. Da lì parte la chiamata al 112, e sul posto arrivano sia i sanitari di Areu che gli agenti delle Volanti: il ventiduenne viene accompagnato in codice giallo al Niguarda, dove poi sporgerà denuncia. Del caso si sta occupando la polizia, che ha subito avviato le indagini per identificare i tre aggressori in fuga. Subito dopo aver appreso la notizia, il papà di Alessandro si è messo in viaggio per Milano per raggiungere il figlio. "Per fortuna è fuori pericolo – ci spiega la cugina, anche lei in città per motivi di studio –, ma i medici lo stanno monitorando costantemente". Laureato in Ingegneria aerospaziale all’Università di Padova, il ventiduenne ha deciso di trasferirsi all’ombra della Madonnina per conseguire la specializzazione al Politecnico. "Vogliamo denunciare quanto accaduto – chiosano i suoi familiari – per far sì che una cosa del genere non accada mai più: stavolta è capitato ad Alessandro, ma sarebbe potuto succedere a chiunque". Purtroppo, non è la prima volta che negli ultimi mesi raccontiamo di episodi del genere, sia in centro che in periferia. 

Gli ultimi casi si sono verificati nella notte tra sabato e domenica della scorsa settimana nella zona di corso Como: nel giro di un’ora, quattro ragazzi sono stati accoltellati, due al culmine di litigi per futili motivi e due per rapina (il primo al braccio in via Fratelli Castiglioni alle 3.25, il secondo al gluteo in viale Pasubio alle 4.35); lunedì i carabinieri del Comando provinciale hanno diffuso le immagini dei raid per cercare testimonianze tra coloro che erano presenti in quei minuti in uno dei luoghi più battuti dal popolo della movida. Qualche giorno dopo, gli agenti del commissariato Porta Genova hanno arrestato cinque giovani di origine nordafricana (un egiziano, due tunisini e due marocchini di età compresa tra 18 e 22 anni), accusati di sedici rapine nell’area Darsena-Navigli tra l’inizio di giugno e la metà di ottobre dello scorso anno: spesso i membri della banda usavano coltelli o cocci di bottiglia per intimidire le vittime.

 

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