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9 mag 2022

Ventenne ferito da colpo di pistola: "Ero di passaggio, non ne so nulla"

L’italo-algerino con precedenti per spaccio si è presentato nella notte al pronto soccorso del San Carlo. La sua versione è poco credibile

nicola palma
Cronaca
Del caso del ragazzo ferito a Cesano Boscone si stanno occupando gli agenti della Questura
Del caso del ragazzo ferito a Cesano Boscone si stanno occupando gli agenti della Questura

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Milano - Per due volte, ha confermato la stessa (poco credibile) versione: "Ero lì di passaggio a Cesano Boscone e all’improvviso ho sentito un fastidio al braccio...". Detto altrimenti: non so chi mi abbia sparato. Parole che di certo non facilitano il lavoro degli investigatori della Squadra mobile, che partiranno comunque da quel racconto inverosimile e dai precedenti per spaccio del ferito per cercare di ricostruire il contesto all’interno del quale è maturato il raid e arrivare all’identificazione degli aggressori.

Partiamo dai fatti. Qualche minuto dopo la mezzanotte di ieri, un ventenne italo-algerino, residente a Baggio, si è presentato da solo al pronto soccorso dell’ospedale San Carlo dicendo di essere stato ferito al braccio da un colpo di arma da fuoco, probabilmente un proiettile di piccolo calibro visto il danno relativamente e fortunatamente limitato che gli ha provocato: il ragazzo è stato medicato e dimesso con una decina di giorni di prognosi. Nelle prime ore, il ventenne ha dichiarato di non avere idea di chi l’abbia colpito, sostenendo in sostanza di essere finito sulla traiettoria di un proiettile vagante mentre si trovava a Cesano Boscone, a pochi chilometri dal quartiere in cui vive.

Risentito in tarda mattinata dai poliziotti della Mobile, coordinati dal dirigente Marco Calì e dal vice Alessandro Carmeli, ha confermato quanto dichiarato in precedenza. Gli approfondimenti investigativi si concentreranno inevitabilmente sulle zone frequentate abitualmente dall’italo-algerino, sul luogo in cui ha riferito di essere stato ferito (anche per acquisire i filmati di eventuali telecamere) e sul suo passato criminale: tutti elementi che sembrano andare nella direzione di un blitz legato agli ambienti dello spaccio, magari per punire uno sgarro.

Blitz a mano armata che negli ultimi anni (al netto del conflitto a fuoco tra Carlo Testa e il rapper Kappa 24k a San Siro) hanno quasi sempre avuto come teatro i palazzoni di via Creta, più volte al centro di regolamenti di conti tra pusher per il controllo del territorio. L’ultima volta era successo il 29 agosto 2021, quando il venticinquenne L.Y.L. era stato ferito al fianco sinistro. Pure lui si era presentato al San Carlo senza ambulanza; e pure lui si era inventato una storia strampalata, provando accreditare la pista del litigio casuale con uno sconosciuto dopo una serata trascorsa in un ristorante cinese con fidanzata e suocera.

In realtà, L.Y.L. conosceva benissimo chi aveva sparato, tanto da condurre una sua indagine parallela che alla fine era arrivata alle medesime conclusioni di quella condotta dalla Mobile. Tre mesi dopo, gli specialisti di via Fatebenefratelli avevano arrestato l’esecutore materiale, il diciannovenne Raimondo Caputo, e i due presunti mandanti, il ventisettenne Kevin Giovanni Raineri e il trentaquattrenne Fabio Di Salvo. Il movente? La faida per lo spaccio in zona Forze Armate.

 

 

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