Università
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Milano, 9 giugno - Quali indicatori fanno di una università un ateneo d'eccellenza? E quali università italiane producono i laureati più preparati per il mondo del lavoro? O misurano la giusta proporzione tra docenti e studenti? Le risposte, su questi e molti altri quesiti, arrivano dal 18esimo QS World University Rankings, secondo cui le migliori università italiane continuano ad essere in buona salute ma nonostante la loro indiscussa eccellenza, faticano a competere in alcuni indicatori, specialmente quelli che valutano il livello di internazionalizzazione. Nonostante il gap, gli atenei milanesi riescono a mantenere un buon piazzamento. Così il Politecnico di Milano, con il suo 142esimo posto, è la migliore università italiana in questa classifica per il settimo anno consecutivo, anche se per la prima volta da quando ha conquistato questo titolo, perde cinque posizioni. Lo segue Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (166°) che scende sei punti in classifica mentre il risultato per La Sapienza - Università di Roma (171°) rimane invariato rispetto allo scorso anno.

L'edizione 2021 del QS World University Rankings include 41 università italiane, cinque in più rispetto alla precedente. Tredici università hanno mantenuto la stessa posizione, 13 sono scese in classifica e 10 sono salite. L'Università degli Studi di Milano-Bicocca è l'ateneo italiano che registra la maggior crescita: lo scorso anno si era classificato nella fascia 521-530 mentre ora occupa il 450° posto. Ottiene inoltre il miglior risultato italiano (95°) nel criterio "Citations per Faculty" che misura l'impatto della ricerca prodotta. Mentre l'Università Vita-Salute San Raffaele si distingue nel criterio "Faculty Student ratio" che misura la proporzione tra docenti e studenti, posizionandosi al 36esimo posto al mondo. 

L'Università di Bologna e La Sapienza sono le università italiane più stimate dalla comunità accademica internazionale, classificandosi rispettivamente al 71° e al 74° posto, seguite dal Politecnico di Milano al 101°. Quest'ultimo ottiene il miglior risultato nazionale (67°) nel criterio "Employer Reputation" che misura l'opinione dei datori di lavoro su quali università producono i laureati più preparati per il mondo del lavoro. Polimi è anche l'università italiana con la proporzione più alta di studenti internazionali e si classifica 262° in questo indicatore.