La protesta dei docenti
La protesta dei docenti

Milano, 27 settembre 2018 - Cinque classi-pollaio con oltre 30 studenti. Il caso limite di una prima dove quasi il 90% (30 su 34) degli studenti non conosce la lingua italiana. La carenza di insegnanti disabili. La denuncia dei docenti e del personale amministrativo in forza all’istituto di istruzione secondaria Marignoni-Polo.

Ieri pomeriggio una ventina di loro si sono spinti fino a bussare alle porte del provveditorato, in via Soderini, per ottenere risposte chiarificatrici. Sono 703 i ragazzi e le ragazze che studiano in questo professionale, ad indirizzo commerciale e turistico, nelle due sedi, in via Melzi D’Eril, in Sempione, e in via Demostene, zona Gorla. Spiega Alessia Corsi, insegnante di sostegno ed Rsu: «Inaspettatamente e senza spiegazione alcuna, ci siamo trovati all’inizio dell’anno scolastico con cinque classi in meno, due prime e tre quinte. È la prima volta che succede. Abbiamo un sovraffollamento in cinque classi che hanno fra 30 e 34 studenti. Abbiamo dovuto respingere le numerose richieste di iscrizione che sono pervenute perché siamo pieni». Altra nota dolente: la mancanza di sostegno per la disabilità. In una seconda su 30 alunni, 4 sono disabili. Sergio Schneider, collega di Corsi, spiega che sono «64 gli studenti disabili iscritti nella scuola. Alcuni con disabilità grave. La nostra richiesta era di 33 cattedre di sostegno. Ce ne hanno concesse 29. Vengono così a mancare ben 72 ore di sostegno, senza cui non potremo garantire un percorso scolastico realmente inclusivo a molti studenti totalmente non autonomi. E una copertura di sole 4 ore settimanali a quelli con una programmazione per obiettivi minimi».

L'istituto Marignoni-Polo è uno di quelli che accoglie non solo più disabili a Milano ma anche a più alto tasso di stranieri. Sono bene 435 su 703, in pratica il 60%: «Cosa che riteniamo essere una risorsa. L’accoglienza è nel Dna della scuola. Servono però le risorse giuste per gestire il contesto complesso e le sfide che siamo orgogliosi di affrontare» spiega un’altra docente, Maria Di Blasio. L’incontro fra la delegazione di 11 docenti e il provveditore alla fine c’è stato nel tardi pomeriggio. Alessia Corsi commenta: «Venerdì è stato convocato il nostro dirigente scolastico ma non basta. La volontà di trovare una soluzione c’è ma contano i fatti. Sulla richiesta di due classi prime, in particolare, siamo irremovibili. In caso contrario, mercoledì faremo nuovamente tappa all’Ufficio scolastico territoriale». Il provveditorato spiega dal canto suo che l’organico era stato assegnato ad agosto sulla scorta del numero di iscritti comunicato. Yuri Coppi aggiunge: «L’istituto Marignoni-Polo è una scuola di frontiera. Siamo convinti che sia un presidio sociale sul territorio che bisogna tutelare. Proveremo a fare uno sforzo per trovare una soluzione. C’è la nostra piena disponibilità ad esaminare la situazione attuale. Già venerdì abbiamo convocato il dirigente scolastico per entrare nel merito della questione, ragionando su numeri e dati».