Pussycat, ex cinema a luci rosse
Pussycat, ex cinema a luci rosse

Milano, 11 luglio 2020 -  L’ex Pussycat di via Giambellino è in vendita a 500mila euro. Le “vestigia” dell’ultimo cinema porno della città - chiuso dalla fine dello scorso anno e in vendita da sette mesi - fanno gola a tanti acquirenti: c’è chi vorrebbe ricavarci, dai 480 metri quadrati di superficie, dei bilocali, l’ennesimo supermercato, un ristorante con annesso teatro o cucina a vista, una palestra. Ma la proposta più stramba è arrivata da un esponente della comunità filippina che vorrebbe trasformare la sala a luci rosse in una chiesa evangelica. A gestire la trattativa per conto del proprietario - un facoltoso e misterioso discografico di Roma - è la Immobili di Pregio di Foro Bonaparte. Il monosala avrebbe chiuso a seguito di un controllo dei vigili del fuoco che ha appurato falle nei sistemi di sicurezza.

"I possibili acquirenti dell’ex cinema sono numerosi. Tolti i curiosi, quelli “davvero” interessati sono una decina" spiega Ornella Marcat, amministratore della Immobili di Pregio. L’interesse non è legato al monosala in sé che, inaugurato nel 1949 come Cittanova, prima degli anni Ottanta aveva una programmazione “dignitosissima”. Ma alla sua “scatola” come si dice in gergo immobiliare: "Gli stabili cielo-terra, con due uscite su strada, e indipendenti sono rarissimi nel panorama milanese dal momento che strutture simili sono state demolite per fare posto ad edifici con numerosi piani, più redditizi" dice Marcat. Il Pussycat è, insomma, un piccolo “ufo” nel panorama architettonico cittadino. Vero che per risistemarlo servirebbero "almeno 150mila euro". Ma l’investimento sarebbe ampiamente ripagato perché l’edificio è destinato a rivalutarsi, grazie alla futura fermata della M4 e alla rigenerazione dell’ex scalo di San Cristoforo.

«L’immobile - come si legge nell’annuncio di Immobili di Pregio - è formato da un corpo unico di fabbrica composto da un piano terra a tutta altezza e con all’interno un piano ammezzato, dove sono ubicati il magazzino pellicole e la cabina di regia". Ma la descrizione è fin troppo algida rispetto alla visita che abbiamo potuto fare. Seducente il piccolo atrio dove si trova uno storico proiettore delle Officine Pion, una ragazza dipinta sul muro in topless e guanti in pelle, il neon di Pussycat. La biglietteria (da 40 metri quadrati) - dimora di uno sfegatato milanista - è piena zeppa di cartoline appese firmate da affezionati clienti. Il corridoio di 90 metri quadrati affianca una sala da 350 metri quadrati, dove si contano 320 poltroncine rosse che hanno conosciuto tempi migliori e uno schermo invece in ottime condizioni. Sul palco decine e decine di “pizze”. È solo un assaggio di quello che abbiamo scovato vicino alla minuscola cabina di regia al primo piano, dove sono accatastate senza ordine apparente centinaia di pellicole osé, oltre a un altro proiettore e a una “passafilm”. E anche le indicazioni al proiezionista sulla programmazione fino alle 21.30, orario dell’ultimo fra gli spettacoli che ormai esistono solo nella memoria della “fauna” varia che ha frequentato il Pussycat.