Uno scorcio della ciclabile contestata
Uno scorcio della ciclabile contestata

Milano - Ciclabile più larga eliminando i parcheggi. A partire, in corso Buenos Aires, dal tratto fra piazza Oberdan e viale Tunisia. Il cantiere? Ad agosto. Lo ha spiegato ieri l’assessore alla Mobilità Marco Granelli: "Sul corso - ha sottolineato - abbiamo visto il passaggio di tanti ciclisti, siamo a una media di 9mila al giorno a maggio. Oggi più di una persona su quattro viene in corso Buenos Aires in bici". 

"In agosto - ha annunciato il sindaco Giuseppe Sala - faremo dei lavori per sistemare alcuni tratti di ciclabili più delicati. Siamo partiti in fretta, per gestire la situazione della pandemia". Nel tratto di Buenos Aires, "il sogno finale è avere una pista ciclabile dritta, quando si potrà non avere parcheggi, come nei grandi viali europei". Ma i commercianti storcono il naso. "La priorità dovrebbe essere il potenziamento della rete elettrica", il commento del segretario generale di Confcommercio Milano, Marco Barbieri, che fa riferimento ai blackout continui dei giorni scorsi. "Noi siamo pronti al cambiamento ma chiediamo il coinvolgimento".

Sono previsti l’allargamento del marciapiede, una ciclabile larga più di 2 metri e mezzo, via gli spazi di sosta e una carreggiata un po’ più ampia di quella attuale che permetta di avere due macchine affiancate. "Le auto potranno sostare nelle vie laterali e nei parcheggi sotterranei - dice Granelli -chi va a fare acquisti può andare in bici o in metropolitana, come stanno facendo oggi tanti milanesi. Chi va in macchina ormai rappresenta la metà del flusso". 

Resteranno i parcheggi taxi e, per il carico e scarico, si ricaveranno spazi agli incroci. Una prospettiva che non piace per niente a Gabriel Meghnagi, presidente di AscoBaires e responsabile di Confcommercio: "Ora l’Amministrazione dice che toglierà parcheggi ad agosto. Chi compra un trolley o un piumone come potrà portarlo a casa in bici? Io avrei aspettato il rifacimento di piazzale Loreto, per poi sederci a discutere". Il sindaco, riflettendo sulle pedonalizzazioni di via Dante e corso Vittorio Emanuele ha sottolineato che "il cambiamento è vissuto male, poi quando ti guardi indietro vedi il grande vantaggio". Ma per Meghnagi il paragone non regge: "Queste vie non hanno intersezioni importanti , né collegano il centro alla periferia".