Linate
Linate

Milano, 12 ottobre 2018 - Il piano di investimenti messo a punto da Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano, provocherà la momentanea chiusura di Linate, come già annunciato nei mesi scorsi, perché tra gli interventi previsti c’è anche il rifacimento della pista. Un intervento non più rinviabile perché nel 2019, secondo le scadenze stabilite dalle norme, il manto avrà esaurito il suo ciclo vitale. I dettagli, allora.

I lavori dureranno tre mesi: dal 27 luglio al 27 ottobre 2019. La pista misura 2.440 metri e tale resterà perché è semplicemente «inallungabile», da qui l’ormai riconosciuta impossibilità di un ulteriore sviluppo del city airport milanese. In questi tre mesi saranno dirottati altrove i voli di tutte le compagnie presenti a Linate. Tradotto: i voli che riempiono i tabelloni dell’aeroporto milanese nel periodo compreso tra la fine di luglio a la fine di ottobre sono 20mila. Tutti saranno accasati altrove, in via momentanea. L’aeroporto di Malpensa assorbirà il 95% di quei 20mila collegamenti, mentre Orio Al Serio (Bergamo) assorbirà il restante 5%. A decidere la spartizione dei voli tra i due scali è stata Assoclearance, l’associazione che assegna gli slot.

I passeggeri coinvolti nel “trasloco” saranno circa 2 milioni nell’arco dei tre mesi. Già mercoledì Alitalia ha comunicato le variazioni che riguardano i voli da e per Roma. I passeggeri dovranno scegliere se partire da Malpensa (nove i collegamenti giornalieri con la capitale) o da Orio al Serio (quattro collegamenti giornalieri). Come anticipato, i lavori alla pista rientrano in un piano di ammordenamento presentato da Sea a marzo del 2017, un piano che abbraccia 13 anni. La prima fase, quella più definita, è quella compresa tra il 2017 e il 2021. La seconda scadrà nel 2030. L’investimento complessivo è previsto in 156 milioni di euro. Nella fase uno, la fase attuale, per Linate sono previsti interventi per 60,3 milioni di euro. Soldi che rappresentano una svolta: era dal 1993 che non si investiva sul restyling o sull’ammodernamento dell’aeroporto caro ai milanesi. 

Neppure l’occasione dell’Expo, nel 2015, riuscì a far piovere occhi, progetti e soldi sul Forlanini. Ora la pista, quindi. Ma nell’ultimo anno si è provveduto al rifacimento della facciata dell’aeroporto, ora consacrata al bianco, e della pensilina esterna che copre la carreggiata che conduce al terminal delle partenze, ora consacrata al vetro e alla luce. Nell’elenco anche la posa di un nuovo pavimento, nuove pareti e un nuovo soffitto nelle aree degli arrivi e del ritiro bagagli e, infine, il restyling della sala vip Leonardo.