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11 mag 2022

"Sei malata, paga 4 milioni". Chirurghi a processo per truffa

Ucraina in cura a Milano: le hanno fatto credere di avere la sclerodermia. Due anni di salassi per farmaci “alternativi” e interventi di 7 ore sotto anestesia

11 mag 2022
andrea gianni
Cronaca
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Una sala operatoria (archivio)
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Una sala operatoria (archivio)

Trovate questo articolo all'interno della newsletter "Buongiorno Milano". Ogni giorno alle ore 7, dal lunedì al venerdì, gli iscritti alla community del «Giorno» riceveranno una newsletter dedicata alla città di Milano. Per la prima volta i lettori potranno scegliere un prodotto completo, che offre un’informazione dettagliata, arricchita da tanti contenuti personalizzati: oltre alle notizie locali, una guida sempre aggiornata per vivere in maniera nuova la propria città, consigli di lettura e molto altro. www.ilgiorno.it/buongiornomilano Quasi 4 milioni di euro versati dal 2016 al 2018 da una facoltosa imprenditrice ucraina a due medici milanesi, per farmaci venduti "a costi esorbitanti" alla donna alla quale era stato fatto credere di essere "affetta da sclerodermia", una grave malattia caratterizzata da ispessimento della pelle. La malattia in realtà non c’era e i medicinali chiamati “Dna webs“, che avrebbero dovuto essere basati sul Dna della paziente, erano realizzati, secondo la Procura di Milano, con un cocktail di "prodotti acquistatati in farmacia" come "collagene, ialuronico, vitamine, minerali e antiossidanti". Per questo i due medici, il chirurgo plastico M.P. e il marito S.G. sono imputati per truffa aggravata e lesioni personali. L’inchiesta è scaturita dalla denuncia dell’imprenditrice 61enne, residente a Kiev, che nel 2016 su consiglio di un conoscente si era rivolta alla dottoressa Pizzuto perché accusava alcuni problemi muscolari, convinta che a Milano avrebbe potuto ricevere cure migliori. E, dopo le prime visite, è arrivata la diagnosi infausta: sclerodermia, curabile però con un "metodo innovativo" e un trattamento lungo due anni. "Il metodo innovativo, stando alle parole della dottoressa  – si legge nella denuncia presentata dalla donna alla Gdf nel 2019 – consisteva nel far coltivare il mio tessuto muscolare sulla base del mio Dna". Dna necessario per i farmaci - costosissimi perché "si producevano solo per me, con i miei dati, nei laboratori speciali" - e anche per ...

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