La riapertura del Chiostro Nina Vinchi (foto LaPresse)

Milano, 12 settembre 2018 - Una piccola agorà. Di riposo e di pensiero. Proprio lì, a metà strada fra il Duomo e il Castello. Così fisiologicamente legata al Piccolo Teatro Grassi, dove nel dopoguerra è cominciato un po’ tutto, gettandosi alle spalle il passato nerissimo di via Rovello, sede delle torture fasciste della Sezione Muti. Eppure un’agorà simbolo anche di una visione culturale che va ben oltre il palcoscenico, per accogliere incontri, esposizioni, dibattiti. Riapre il Chiostro Nina Vinchi. Giusto in tempo per i primi titoli in stagione. E lo fa dopo un intervento che ne ha rimodulato (ampiamente) le varie zone.

Lo spazio conferenze è stato così spostato sulla sinistra, accanto alla sala teatrale. Mentre più ampio e accogliente è ora il Piccolo Café & Restaurant, aperto sette giorni su sette. Ripensata anche la Libreria Corraini che continuerà ad essere collegata al Chiostro ma avrà un suo ingresso indipendente su via Rovello. E sarà proprio in mezzo ai libri che prenderanno vita le esposizioni, a cominciare da due mostre visitabili fino al 21 ottobre: la prima dedicata alle fotografie di Gabriele Basilico, la seconda a I Teatrini in legno di Giosetta Fioroni, realizzati negli anni Novanta e per la prima volta esposti a Milano. Confermata la collaborazione con il Politecnico, mentre la biglietteria torna nel foyer.