Edoardo Croci* Al di là dei problemi emersi nel "click day" per il bonus bici, io credo che la modalità sia sbagliata come principio. Mi spiego: se si decide di assegnare un incentivo per l’acquisto della bicicletta, occorre garantire che questo incentivo sia disponibile per tutti coloro che ne avranno diritto, con criteri da stabilire fin dall’inizio e che siano diversi dalla velocità con cui si clicca. I criteri per stabilire le...

Edoardo

Croci*

Al di là dei problemi emersi nel "click day" per il bonus bici, io credo che la modalità sia sbagliata come principio. Mi spiego: se si decide di assegnare un incentivo per l’acquisto della bicicletta, occorre garantire che questo incentivo sia disponibile per tutti coloro che ne avranno diritto, con criteri da stabilire fin dall’inizio e che siano diversi dalla velocità con cui si clicca. I criteri per stabilire le priorità potrebbero essere ad esempio legati all’area in cui si vive o a delle caratteristiche dei richiedenti. E’ un meccanismo assurdo quello del "chi arriva prima", è un sistema irrazionale. La motivazione dell’incentivo va bene, ossia promuovere l’utilizzo della bicicletta, soprattutto in questo periodo. Ma è il modo in cui si assegna che a mio avviso è da rivedere. Ma voglio allargare il discorso alla mobilità, e in particolare alla mobilità nella città di Milano. Oggi vanno per la maggiore i mezzi di mobilità alternativa come i monopattini elettrici e quelli in sharing, in condivisione. Consideriamo che in tempo di Covid, dovendo ridurre la capacità di trasporto pubblico, non si può pensare di incentivare l’utilizzo delle auto private altrimenti ci sarebbe un incremento di traffico e di smog sulle strade e verrebbero vanificate le battaglie ambientali che si stanno combattendo da anni. In questo senso la mobilità alternativa può giocare un ruolo importante ma a condizione che ci sia sicurezza. Anche il car sharing può essere una buona soluzione ma occorre innovare i metodi di sanificazione: se gli utenti non sono sicuri che ogni auto sia sanificata dopo l’uso, cosa che la tecnologia oggi consente, nascono timori e di conseguenza si rinuncia all’utilizzo. Buona soluzione è promuovere l’uso della bici ma a condizione di realizzare piste ciclabili sicure: a Milano, con l’emergenza Covid in corso, sono state realizzate diverse piste ma in assenza di un piano coerente. Infine: non ci si pensa quasi mai ma anche andare a piedi è ottimo. Milano è molto "camminabile", nell’arco di mezz’ora si va quasi dappertutto. A New York, per dire, una mezz’ora di passeggiata è considerata una camminata normale.

*Centro Green

Università Bocconi