Cesano Boscone (Milano), 20 settembre 2021 – La fuga è durata poche ore. Poi, sentendosi braccato dai carabinieri, si è presentato in caserma, senza avvocato. “Sono stato io”, ha detto il tunisino responsabile dell’omicidio di Luigi Danesi, il 36enne ammazzato ieri pomeriggio in via Tigli a Cesano Boscone al culmine di una discussione tra i due uomini. A originare lo scontro, una lite per una donna di 39 anni, ex moglie di Danesi e attuale compagna del tunisino, con cui ha avuto un figlio prima della relazione con la vittima (lei e Danesi si erano sposati quando il 36enne era in carcere) ed erano tornati insieme di recente.

Danesi, un passato criminale tra rapine e droga, con un taxi è partito da Milano, quartiere Solari dove viveva, e si è presentato all’appuntamento con la donna per cercare di convinverla a tornare insieme. Poco dopo, il compagno straniero si è scagliato contro Danesi e gli ha sferrato una coltellata alla gola. Inutili i soccorsi: il 36enne è morto prima di raggiungere l’ospedale Niguarda.

Il killer si era dato alla fuga, portando con sé l’arma del delitto. Poi nella notte ha bussato alla caserma di Corsico, guidata dal tenente colonnello Domenico La Padula e dal tenente Armando Laviola che si erano messi subito sulle sue tracce. Ancora da chiarire l’esatta dinamica e il movente che ha portato il tunisino ad accoltellare mortalmente la vittima.