La presidente del Senato Elisabetta Casellati e Liliana Segre al memoriale della Shoah
La presidente del Senato Elisabetta Casellati e Liliana Segre al memoriale della Shoah

Milano, 6 dicembre 2019 - Raccoglimento, meditazione e silenzio al Memoriale della Shoah, a Milano, dove la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, si è recata in visita con la senatrice a vita, Liliana Segre. La visita è durata circa un'ora. La senatrice a vita, accompagnata dal presidente della Fondazione Memoriale della Shoah Milano Onlus, Roberto Jarach e dal prefetto di Milano, Renato Saccone, si è recata con il presidente del Senato al Binario 21 da cui partivano i treni con i deportati. Lo stesso da dove è partita anche Segre quando, 14enne, venne deportata per Auschwitz.

Durante la visita al Memoriale, dedicato al ricordo delle vittime dell'Olocausto, all'architetto Guido Morpugno, (tra i curatori della realizzazione del Memoriale) che spiegava come nei convogli intermedi del Binario 21 gli ebrei fossero separati in vagoni diversi dagli altri prigionieri politici, che solo per loro ci fossero registri e di come tutto fosse documentato con delle liste, Segre ha commentato: "Alla faccia dei negazionisti". Poi, indicando il pannello luminoso con i nomi di tutti i deportati sopravvissuti e non, Segre ha aggiunto: "Eravamo tutti ammassati. La cosa terribile era sapere a cosa si andava incontro. Penso cos'era per una madre, io sono sopravvissuta solo perché ero figlia" ha detto la senatrice a vita.

Al termine della visita, un commento anche da parte della presidente del Senato: "Mi auguro che proprio qui dentro si maturi quella consapevolezza necessaria per tutti noi di solidarietà e fratellanza che può nascere soltanto considerando tutte quelle aberrazioni che sono successe e non dovranno più succedere". "La mia visita qui è per capire - ha aggiunto Casellati - perché questo è un luogo di grande riflessione e soprattutto di formazione per i giovani. Qui si preserva la memoria di quella che è stata una delle pagine più buie della nostra storia. Soprattutto c'è un'indicazione che io ho trovato molto forte: lì c'è scritto indifferenza, l'indifferenza è il non sentimento, il voltarsi dall'altra parte, l'ignorare le ragioni degli altri". E ha concluso: "La Segre è un simbolo per tutti noi, non a caso le ho dedicato il mio discorso di insediamento perché per noi è un emblema per quello che è stata e per quello che rappresenta la sua storia".