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15 feb 2022

Case popolari, Sala attacca su Aler e fondi per Milano

Il sindaco: gestione fallimentare e poche risorse per la città. Fontana: il primo cittadino è in affanno sulla sicurezza, si rassereni

massimiliano mingoia
Cronaca

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Milano -  Ci risiamo. Sulla gestione delle case popolari è di nuovo polemica tra Comune e Regione. A dar fuoco alle polveri è il sindaco Giuseppe Sala con un post su Facebook che prende spunto dal recente incendio che ha distrutto i locali contatori e alcune cantine degli stabili popolari di via Bolla, al Gallaratese, una stecca di immobili gestiti da Aler che comprende 156 alloggi di cui 100 occupati abusivamente: "L’incendio in via Bolla purtroppo non è una sorpresa, ma la conferma che lì bisognava intervenire da tempo – attacca il primo cittadino –. Su via Bolla esistono due strade: o intervenire con risorse pubbliche o realizzare un progetto di rigenerazione urbana insieme a operatori privati. Per noi in questo caso l’importante è che vi sia un cambiamento radicale, sta ai proprietari delle case (Regione ed Aler) decidere quale sia la strategia migliore, noi come Comune daremo loro pieno supporto".

Sala , subito dopo, allarga il discorso: "Purtroppo va anche detto che la strada di rigenerare le case popolari a Milano con risorse pubbliche la Regione la sta sprecando. Il principale fondo messo a disposizione dallo Stato per le case popolari, cioè il bando “Sicuro, verde e sociale”, ha stanziato 252 milioni di euro per Regione Lombardia, che ha scelto dei parametri abbastanza bizzarri che hanno fatto sì che avremo case popolari nuove e riqualificate, ma nei comuni sul Garda e nel bresciano (chissà perché...). Infatti di questi 252 milioni, solo 17 arriveranno a Milano (9,5 al Comune per via Tofano e 7,5 ad Aler per via Ricciarelli) mentre altri 22 nei comuni della Città Metropolitana". Il sindaco conclude con una mazzata finale contro Aler accompagnata da una mano tesa: "La larghissima parte dei problemi dei quartieri popolari sono in zone gestite dall’ente regionale. Che sia un modello di gestione oggettivamente fallimentare è sotto gli occhi di tutti, eppure in Regione Lombardia lo si difende a spada tratta. Ma per provare a dare una svolta siamo disponibili a trovare nuovi percorsi di collaborazione". 

La replica di Palazzo Lombardia non si fa attendere. L’assessore alla Casa Alessandro Mattinzoli parte da una premessa ("non amo speculare su fatti incresciosi, come l’incendio di via Bolla, quindi sulla pelle dei cittadini") e poi ribatte: "Sala dovrebbe sapere che, prima che la Prefettura possa sgomberare i 100 ’’abusivi’’ di via Bolla, è necessario che alle famiglie più fragili sia assicurato il trasferimento in altre unità abitative. Perché le persone non evaporano. E questa competenza è ascrivibile unicamente ai Servizi sociali del Comune e agli sgomberi alle Forze dell’ordine".

Scende in campo anche il governatore lombardo Attilio Fontana, che replica così all’accusa di Sala sui pochi fondi regionali destinati alle case popolari di Milano: "Il sindaco, dopo una difesa a oltranza, per cercare di rispondere alle accuse riguardanti la sicurezza della città, va in affanno totale e decide di buttare la palla in tribuna. E lo fa, maldestramente, attaccando Regione Lombardia “colpevole’’ di sostenere anche Comuni differenti da Milano". Il presidente della Regione chiosa con una stoccata “olimpica’’: "Mi auguro che il viaggio a Pechino, dove Sala riceverà la bandiera delle Olimpiadi, in vista dei Giochi Milano-Cortina del 2026, conquistati proprio grazie al concreto e importante sostegno della Regione Lombardia, lo rassereni".

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