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16 apr 2022

Case di comunità, il Comune fa tre passi avanti

La Giunta inserisce nella categoria “servizi per la salute’’ gli immobili delle vie Valsesia, De André e Jenner

La prima Casa di comunità inaugurata a Milano è quella di via Rugabella
La prima Casa di comunità inaugurata a Milano è quella di via Rugabella
La prima Casa di comunità inaugurata a Milano è quella di via Rugabella

Sono state approvate, con una delibera di Giunta che dovrà passare all’esame del Consiglio comunale, le modifiche alle previsioni del Piano dei Servizi relative alle aree delle vie Valsesia e De André, oltre all’immobile di viale Jenner 44, funzionali al loro inserimento nel progetto di attuazione di 24 Case e Ospedali di comunità, cui Palazzo Marino contribuisce mettendo a disposizione 12 tra aree e spazi di sua proprietà. Le Case e gli Ospedali di comunità inseriti nella riforma regionale della sanità hanno l’obiettivo di incrementare la presenza di strutture sanitarie intermedie tra medico di base e ospedali nel territorio lombardo e milanese.

Il Sistema sanitario ha chiesto al Comune di Milano di poter usufruire di alcuni spazi o edifici indicando le aree di interesse, ovvero quelle in cui non avesse proprie strutture dirette. L’amministrazione, ritenendo questi servizi fondamentali per i cittadini, ha messo a disposizione le migliori soluzioni realizzabili nelle specifiche aree richieste dal Sistema sanitario. I siti idonei ad ospitare Case e Ospedali di Comunità sono stati quindi individuati in aree già urbanizzate, privilegiando zone “grigie” o servizi dismessi. Non solo. Sono stati definiti anche criteri operativi correlati con gli obiettivi delle strategie territoriali del Piano di Governo del Territorio, nell’ottica della “città a 15 minuti’’, con particolare riferimento ad alcuni temi puntuali:

attrattività dell’area con possibilità di raggiungere in 15 minuti a piedi altri servizi, poli attrattori e attività commerciali, in particolare di esercizi di vicinato al piede degli edifici, in modo che la CasaOspedale di Comunità possa diventare occasione per implementare il sistema di servizi integrati nei quartieri; accessibilità al trasporto pubblico, con possibilità, cioè, di raggiungere a piedi in 15 minuti a piedi una stazione metropolitana o ferroviaria, una fermata di tram, bus o taxi; accessibilità ciclo-pedonale, in altre parole in 15 minuti a piedi piste ciclabili, stazioni di bike sharing, aree pedonali, zone 30, ambiti a pedonalità privilegiata; coerenza insediativa dell’intervento edilizio rispetto al contesto.

Questo il quadro all’interno del quale sono state individuate le tre aree oggetto della delibera che, grazie a questo provvedimento, vengono inserite nella classificazione relativa a servizi pubblici afferenti alla categoria ’’salute’’, un passaggio indispensabile per far sì che in quelle tre localizzazione vengano realizzate tre nuove Case di comunità. La delibera di Giunta, dunque, rappresenta un passo in più in vista della realizzazione delle Case di comunità nelle tre aree specificate.

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